CAFFE' STORICO LETTERARIO

Un luogo di incontro virtuale dove poter discutere di cultura sorseggiando un te' seduti in un antico caffè parigino.
Visualizza la mia pagina su BibLogs

Chi sono

Blogger: caffestorico
Nome: Francesco Giubilei curatore del blog Caffe storico letterario, è un ragazzo di Cesena dove frequenta il liceo scientifico. Ama scrivere e leggere. E' l'ideatore e il direttore dell'e-magazine Historica ( www.historicaweb.com ). E' autore di "Giovinezza partitura per mandolino e canto" con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Ha vinto il premio letterario internazionale Titano 2007, sezione giovanissimi. BLOG PERSONALE: francescogiubilei.splinder.com E-MAIL: caffestoricoblog@libero.it

Partecipano

Foto recenti

copertina antologia copertina antologia
Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 30 settembre 2007

LA CRISI DEL LIBRO

 

copertina"Come forse lei sa, c'è oggi in Italia la crisi del libro [...] In Italia la crisi è complicata dal fatto che moltissimi scrivono e pochissimi leggono. Ogni anno in Italia diecimila persone danno alle stampe le loro opere, e se si tiene presente che un solo libro viene stampato , su cento che arrivano manoscritti sul tavolo di un editore, ne risulterà che abbiamo in Italia, un numero altissimo di scrittori, fra editi ed inediti".

Luciano Bianciardi, Il lavoro culturale, 1957

 

postato da: caffestorico alle ore 13:13 | link | commenti (1)
categorie: letteratura
venerdì, 28 settembre 2007

PAGANO DI GIANFRANCO FRANCHI

Chi è un intellettuale?
Giulio Ferroni nella sua “Storia e testi della letteratura italiana” tenta di dare una risposta a questo quesito.

Coloro che si occupano professionalmente e ad alto livello delle forme della cultura”.

Questa definizione calza a pennello a Gianfranco Franchi, giovane autore triestino (ma figlio adottivo della capitale), fondatore del portale Lankelot.eu , autore di alcuni libri di poesia e di Disorder , raccolta di racconti pubblicata da Il foglio Letterario nel 2006.

Laureato in lettere moderne, uomo di grande cultura ha pubblicato il suo secondo libro di recente sempre con Il foglio.

Sto parlando di Pagano, libro di difficile da catalogare a metà tra saggio, antiromanzo esistenziale (come l’ha definito Gordiano Lupi nella prefazione) e pamphlet.

Il libro, una sorta di manuale ad uso e consumo dell’intellettuale del XI secolo, racconta di una storia vera, vissuta dall’autore in prima persona, quotidianamente, giorno per giorno.

Le vicissitudini per aprire una casa editrice, per trovare un posto fisso, i pensieri politici, insomma un lucido ritratto della vita di un intellettuale nella capitale romana.

Non scrivo niente di comodo. Scrivo la mia verità. Testimonianza impopolare” afferma l’autore a pagina 58.

E in effetti Pagano è un libro scomodo, politicamente scorretto (come il suo autore) che racchiude però una grande verità che molti (benché la pensino) hanno paura di affermare, ovvero che al giorno d’oggi “litterae non dant panem”.

Diventare un uomo di lettere è un ruolo che tutt’oggi affascina, che piace ma chi deciderà di intraprendere questa strada dovrà necessariamente essere conscio che sarà un cammino difficile spesso privo di soddisfazioni e ricco di delusioni (come d'altronde è sempre stato).

Franchi ci spiega questo in Pagano, scrivendo quello che pensa, senza troppi giri di parole e senza paura di niente e di nessuno.

Pagano sarebbe una grande citazione, ogni frase andrebbe analizzata, studiata e riletta come ha suggerito la Mazzucato nella postfazione.

Pagano, in sintesi, è il dramma dell’intellettuale, dell’uomo di cultura che stenta ad arrivare alla fine del mese.

postato da: caffestorico alle ore 15:50 | link | commenti (9)
categorie: letture, chapeau
giovedì, 27 settembre 2007

«In support of our incredibly brave friends in Burma: May all people around the world wear red shirt on Friday 28. Please forward!»
Immagine:Flag of Myanmar.svg
postato da: caffestorico alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: segnalazioni varie e commenti

INTERVISTA A CLAUDIO CISCO
-Chi è Claudio Cisco?
Claudio Cisco è un uomo di 42 anni, sicuramente originale e particolare, anticonformista che ama l'arte e la creatività in tutte le sue forme. E' un uomo mai cresciuto malgrado l'età, rimasto dentro ragazzo, capace di guardare le cose che lo circondano con gli occhi stupiti e meravigliati di un bambino. Ma è anche un personaggio molto complesso da analizzare, quasi un alieno con mille sfacciettature. Uno che mischia religiosità e trasgressione sessuale, follia pura e saggezza, un'anima inquieta, perennemente in pena senza pace, alla ricerca disperata di qualcosa sconosciuta, che ama rischiare e inventarsi. Uno che mai si è potuto realizzare e mai si realizzerà in questa vita piena di banalità e piattezza, uno che che cerca nell'arte l'unica fuga possibile. Ma è anche una persona sensibilissima e buona d'animo, incapace di fare del male a una mosca, pacifista e soprattutto sincero in tutto e per tutto.
 
-Da quanto tempo e perche scrivi?
Scrivo sin da piccolo, da quando stavo nella pancia di mia madre. Sono nato con la penna in mano prima ancora del ciuccetto. Ho sempre sentito il bisogno di scrivere. Fa parte di me, della mia essenza di essere umano. E' difficile spiegare quello che provo e cosa mi spinge dentro quando scrivo. E una necessità dell'anima, qualcosa di bello e misterioso capace di rendermi spirituale e immortale. Quando ho una penna in mano non riesco più a fermarmi, le parole mi escono fuori spontanee fino a sommergermi come un fiume in piena che vuole straripare. Non so se sono bravo ma sono certo che scrivere così tanto e in maniera inarrestabile è un dono di natura. E' l'unica cosa nella vita che so fare e alla quale mi sento portato e terribilmente trasportato.
 
-Sei nato come poeta o solo in seguito sei approdato alla narrativa, cosa ti ha spinto a compiere queste passo?
Sono sicuramente nato come poeta come del resto succede a quasi tutti gli scrittori più o meno famosi, forse perchè credono, a mio giudizio sbagliando,  che la poesia sia più semplice della narrativa o non hanno ancora sufficiente stima di se stessi per partire direttamente con la narrazione. La mia anima è prevalentemente lirica ma poi ho avvertito subito il bisogno e il desiderio di spaziare nella narrativa anche perchè se uno ha talento non deve secondo me limitarsi ma provare ad ampliare questa sua forma di comunicazione, sono convinto che un bravo scrittore debba saperci fare sia nella narrativa come nella poesia. Per quel che mi riguarda, proprio in virtù di questa mia capacità torrenziale di scrittura, riesco forse ad  esprimermi meglio nella narrativa. Adoro la poesia ma la sua breve struttura di composizione mi limita fortemente, non riesco a tirare fuori in maniera totale e istintiva quel ciclone che ho dentro. Più volte però, intelligentemente, coniugo le due facce della letteratura, poesia e narrativa, trasportando la mia vena poetica nella mia capacità narratoria. Ne vien fuori così una miscela letteraria esplosiva, una prosa poetica che non è altro che una poesia lunghissima, libera da schemi, immune da quelle schiavitù metriche  tipiche delle composizioni poetiche.
 
-Che cosa è per te la poesia?
La poesia è innanzitutto sincerità, è per me confessione totale, mettersi a nudo senza maschere, un aprirmi verso me stesso e gli altri. La poesia è sensibilità profondissima, è dolcezza, è giovinezza ,è sogno, fantasia, illusione, magica evasione, speranza, è immortalità e mille e mille altre cose insieme. E' la vita stessa, l'aria che respiriamo, la natura che ci circonda nella sua infinita bellezza. Tutto intorno a noi e dentro di noi è poesia. Purtroppo non tutti sanno coglierla e riceverla anche per il troppo materialismo e la troppa banalità che regnano sovrane un pò ovunque. La poesia è proprio la capacità di sentirla e viverla trasportandola in versi.
 
-Ci parli di "Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi"
E' un libro al quale sono particolarmente legato perchè racconta una storia realmente accaduta, che potrebbe sembrare fantasia ma che in verità è più vera di quanto si possa pensare o immaginare. Ma non è mia intenzione mettere in risalto l'aspetto paranormale dell'opera ma il suo valore artistico e letterario. Per questo non intendo dare spiegazioni su quanto mi è successo all'età di 19 anni, ciascuno è libero di crederci o no. Difficile parlare e definire la protagonista. Forse un buddista formulerebbe la conclusione che un forte carma mi lega da sempre, da tempi passati e in altre vite precedenti, a questa strana e misteriosa ragazza che, ci tengo a sottolineare, non è frutto di fantasia ma è realmente esistita. E' un libro comunque ben scritto, almeno credo, scorrevole e accessibile a tutti, qualcuno troppo frettolosamente e ingiustamente l'ha definito una fiaba per bambini ma con un profondo messaggio di insegnamento anche verso gli adulti, come tuttel le fiabe del resto. E' un libro inoltre molto poetico in parecchie parti che contiene persino 3 poesie tutte da me dedicate alla protagonista. Unisce insieme prosa e poesia, vale la pena leggerlo. Forse è troppo breve come struttura di libro vero e proprio ma trattandosi del racconto di una apparizione, non avrei potuto ampliarlo se non riportando per intero il dialogo avuto con la protagonista, ma in quel caso sarebbe diventato lunghissimo, cadendo nell'eccesso opposto. In ogni caso è un racconto coinvolgente e vivido di emozioni, è un inno alla vita che supera la morte, e il sogno che diviene eternità.
 
-Perchè il lettore dovrebbe leggere il tuo libro?
Perchè è un libro strano come chi lo ha scritto del resto. Si distingue, è insolito, non capita tutti i giorni imbattersi in un libro con una trama del genere, una trama credo adattissisma a divenire scenografia d'un'opera cinematografica. Non a caso, a Messina, nella mia città dove è ambientata la narrazione, era tutto pronto per girare un film vero e proprio. Ma poi, all'ultimo istante il Comune  non ha autorizzato l'ingresso dei macchinari cinematrograficio in un luogo sacro come il cimitero, e non se ne fece più nulla. E' un vero peccato comunque, la politica ha ucciso l'arte e purtroppo, vista la specificità dei luoghi narrati nel libro, non poteva assolutamente essere girato in un posto diverso dal cimitero monumentale antico di Messina.  Meno male che almeno è sopravvissuto il libro a disposizione di tutti coloro che vorranno visionarlo, del resto nessun film può sostituirsi integralmente alla storia narrata in un libro. Grazie di cuore a tutti coloro che lo acquisteranno e un grazie particolare al mio giovane editore Francesco Giubilei che ha creduto in questa mia opera. E' il primo libro di Historica editrice e mi auguro che non sia l'ultimo. Un saluto a tutti. Claudio Cisco
SITO PERSONALE DI CLADIO CISCO
http://www.attraversandoilsole.co.nr/
HISTORICA EDITRICE
http://stores.lulu.com/MAGAZINEHISTORICA
ACQUISTA COLEI CHE BREVEMENTE FU E CHE  MAI IN VITA CONOBBI
LEGGI UN'ANTEPRIMA DEL LIBRO
http://www.lulu.com/browse/preview.php?fCID=1163402
postato da: caffestorico alle ore 15:23 | link | commenti (1)
categorie: interviste letterarie
mercoledì, 26 settembre 2007

UN GRAZIE NON BASTA

Spesso nella vita ci si accorge che una parola non basta ad esprimere quello che una persona si sento dentro, non riesce ad esteriorizzare i pensieri di un essere umano.

Allora si ricorrerre all'uso di altre parole con il risultato di apparire monotoni.

Spesso nella vita ci si accorge che un semplice "grazie" è poco e non basta ad esprimere quello che una persona si sente dentro.

Allora si ricorre all'uso dell'espressione "grazie mille" rischiando di apparire ridicoli, perchè "grazie mille" non ha un bel suono, è sgraziato.

Che fare allora, stare in silenzio rischiando di apparire maleducati?

Non saprei.

Questa è una di quelle situazioni imbarazzanti in cui non si sa cosa dire, quali parole usare.

So che non basterà, lo dico sottovoce per evitare l'imbarazzo, lo sussurro appena "grazie Francesca".

Grazie di tutto, grazie per la pazienza, per aver creduto nel mio progetto, per l'articolo che hai scritto, grazie davvero.

postato da: caffestorico alle ore 17:57 | link | commenti (7)
categorie: segnalazioni varie e commenti
domenica, 23 settembre 2007

Segnalo una rensione al mio libro Giovinezza scritta da Renzo Montagnoli (che ringrazio un'altra volta) su Lankelot.eu e su Kult Virtual Press.

http://www.kultvirtualpress.com/articoli.asp?data=504

http://www.lankelot.eu/index.php/2007/09/23/giubilei-francesco-giovinezza-partitura-per-mandolino-e-canto/

Inoltre chiedo a tutti di aderire a questa iniziativa che mi ha segnalato Gabry Conti, date un'occhiata, è importante.

postato da: caffestorico alle ore 20:01 | link | commenti (3)
categorie: segnalazioni varie e commenti
venerdì, 21 settembre 2007

LEGA BLOGGER LETTERARI MAGAZINE 1

Banner L.B.L.

Finalmente, è uscito il primo numero del magazine della Lega Blogger Letterari, cliccate sotto per scaricarlo e fatemi sapere le vostre impressioni!

L.B.L. 1

postato da: caffestorico alle ore 17:30 | link | commenti (9)
categorie: lbl
giovedì, 20 settembre 2007

INTERVISTA A RENZO MONTAGNOLI

Di Francesco Giubilei

Nonostante la maggior parte dei lettori di questa intervista ti conoscono è
giusto partire con una presentazione. Chi è Renzo Montagnoli? Ti va di
raccontarci qualche aneddoto biografico "inedito" o per lo meno curioso?

Una persona normalissima, senza stranezze, almeno secondo me. E se devo
essere sincero gli unici aneddoti che potrei raccontare sono relativi
all'attività che svolgevo prima di andare in pensione, ma penso, anzi sono
sicuro che questioni legali non interesserebbero ai lettori.
Faccio una vita piuttosto appartata, anche se, abitando in un paese, ogni
tanto mi affaccio per sentire che aria tira, almeno localmente.

Prima di avvicinarti al mondo della scrittura e di curare il sito
"Arteinsieme.net" e il blog "Armonia delle parole" facevi tutt'altro tipo di
lavoro, quando e come ti sei appassionato alla scrittura? O è una passione
che hai coltivato per tutta la vita ma che hai esteriorizzato solo nel
periodo della pensione?

A parte qualche poesia giovanile, non ho mai scritto nulla fino a quattro
anni fa.
Però, sono sempre stato un lettore appassionato, in particolare da giovane,
quando passavo in estate intere giornate in biblioteca.
Con il lavoro il tempo da dedicare ai libri è diminuito, ma non ho mai
tralasciato la lettura e non mi sono mai mancati sul comodino un volume di
poesia o di narrativa. Sì, perchè tuttora leggo, e leggo meglio, una
trentina di minuti (a volte anche un'ora) prima di prendere sonno.
Con il maggior tempo a disposizione, derivante dal collocamento a riposo,
nella più completa solitudine (nel frattempo era morta mia moglie) ho
provato a scrivere, trovando così anche uno sfogo al mio dolore. Sono nate
le prime poesie, che oggi mi fanno sorridere, ma senza quei primi passi non
ci sarebbero state le opere migliori di oggi e non potrebbero esserci
(almeno così spero) quelle ancor più buone di domani. Poeti si nasce, ma
scrittori di poesie si diventa, con tanta applicazione ed esercizi, leggendo
e rileggendo le opere degli altri, accostandosi a ogni singolo verso con
l'umiltà di chi è pronto a leggere nel cuore dell'autore.

"Poeti si nasce, ma scrittori di poesie si diventa, con tanta applicazione
ed esercizi, leggendoe rileggendo le opere degli altri, accostandosi a ogni singolo verso con
l'umiltà di chi è pronto a leggere nel cuore dell'autore." Bellissime queste
tue parole, si dice che in Italia siano più le persone che scrivono poesia
rispetto a quelle che leggono poesia secondo te qual è la causa di questa
"deformazione nazionale" e... si può scrivere poesia senza leggere poesia?

Questa deformazione ha la sua spiegazione proprio in quanto ho risposto alla
domanda precedente. L'istinto poetico esiste in moltissimi e vengono
spontanee delle poesie, semplici, ma di sicuro effetto, tipo quello del
bimbo che dice alla mamma "La rosa è il più bel fiore e tu sei la più bella
delle rose". Per arrivare però a scrivere poesie bisogna leggerne e saperle
leggere, poi occorre scriverne, non essere mai contenti di come sono,
accettare i consigli di qualche competente, anche se non ci possono far
piacere. Come si vede, è necessaria un'applicazione e questa costa fatica,
ma, se
si vuole considerare la poesia come la continua ricerca di se stessi e non
come il mezzo per arrivare magari a una facile fama, ogni sforzo non è un
sacrificio.

Il tuo sito letterario è molto visitato e ormai il tuo blog è diventato un
punto di riferimento per molti scrittori e blogger che amano la scrittura,
qual è il tuo segreto? Come hai fatto a raggiungere questa popolarità?
Se non sbaglio tempo fa mi parlavi di un colpo di fortuna che hai avuto
intervistando Camilleri, ci parli anche di come sei riuscito nell'impresa di
intervistare lo scrittore siciliano?

Sinceramente non sono depositario di segreti. Piuttosto direi che cerco
sempre di mantenere un soddisfacente livello, di modo che le opere che vi
compaiono siano di una qualità adeguata. Comunque, non è stata l'intervista
a Camilleri a far decollare il sito letterario, anche se ha contribuito con
gli altri elementi qualificanti, quali la varietà degli argomenti. Un
notevole contributo è poi dato dagli autori che vi compaiono e che di fatto
sono di volta in volta gli attori di questa rappresentazione culturale, a
cui partecipo anche come regista.
Per Camilleri devo ringraziare una piccola casa editrice che ha editato un
suo libro e che mi ha agevolato nel contattare lo scrittore siciliano;
comunque, a parte gli autori che rifiutano per principio l'intervista, con
gli altri basta avere il tempo e la determinazione di rincorrerli.

Come sto facendo io con te... A metà ottobre uscirà il tuo primo libro edito
con una casa editrice tradizionale, Il Foglio, ce ne parli?

Allora darò qualche cenno sui Canti celtici, un lavoro iniziato lo scorso
dicembre, una sorta di scommessa con me stesso.
In un mondo che, secondo me, ha perso ogni valore proprio dell'umanità io ho
cercato di trovare le ragioni di questa sciagurata situazione a cui siamo
giunti non come tutti credono nell'arco di pochi anni, ma addirittura di
secoli.
Forse avrei potuto scrivere un saggio, o un romanzo, ma in entrambi i casi
non mi sentivo capace. E allora sono ricorso alla forma letteraria che
preferisco, cioè alla poesia. Considerato che le tematiche affrontate
dovevano essere strettamente connesse e che desideravo che ci fosse la
massima armonia possibile ho pensato di ricorrere al canto, in verità da
tempo non utilizzato (gli ultimi effettivi sono quelli di Pascoli, perchè i
Canti Orfici di Campana difettano di melodia). Il progetto era di realizzare
una sorta di sinfonia, un lungo adagio con un modesto crescendo finale,
un'armonia trasognata. Più facile a dirsi adesso che a farsi allora, ma ho
iniziato, non scoraggiandomi davanti alle prime difficoltà, che era giusto
che ci fossero. E così ho preso ad esempio la struttura sociale celtica,
questo gruppo etnico che ha popolato ancora nella prima epoca romana tutta
l'Europa continentale fino alla Vistola e al Po, oltre alle isole
britanniche. Da loro erano saldi i concetti di famiglia e di comunità e
inoltre, come molti altri popoli, avevano un concetto di religiosità
individuale, una sorta di parificazione con le divinità. Il Cristianesimo,
pur con tutti i suoi meriti, ha imposto un unico dio, togliendo ogni
possibilità di avere una spiritualità propria.
Sono 22 questi canti e affrontano tutti i più importanti aspetti della vita
dell'uomo, ivi compresa la morte che in passato aveva la sua giusta
sacralità e non era certo un affare o uno spettacolo come oggi.
E' possibile ritornare indietro? Ne dubito e allora non resta che rifugiarsi
nel sogno di questo mondo di cui l'uomo è parte senza pretesa di dominio.

http://arteinsieme.net

http://armoniadelleparole.splinder.com

postato da: caffestorico alle ore 19:12 | link | commenti (3)
categorie: interviste letterarie
mercoledì, 19 settembre 2007

INTERVISTA A VALERIO FIANDRA

E' possibile leggere sulla rivista online Lankelot una mia intervista a Valerio Fiandra

http://www.lankelot.eu/index.php/2007/09/19/fiandra-valerio-intervista/

postato da: caffestorico alle ore 20:02 | link | commenti
categorie: segnalazioni varie e commenti
martedì, 18 settembre 2007

CONSIGLIO...

Mentre lavoro per la preparazione del primo numero di "L.B.L. magazine" nonostante i veti posti da molti blogger, alcuni da me compresi, altri francamente incomprensibili, del quinto numero di Historica e del sito della rivista ci tengo a segnalarvi alcuni articoli che a mio giudizio meritano di essere letti.

In primis la splendida discussione tra Francesca Mazzucato e la scrittrice Babsi Jones, l'ho stampata, ho assaporato ogni frase, ogni singola parola.

Ci sarebbe tanto da dire, tante parole da spendere ma penso che in certi casi siano superflue, qui l'intervista.

Ricordo a tutti che il concorso per Gramos, è agli sgoccioli, inviate se potete una fiaba e firmate la petizione, è importante.

Poi un'intervista al vincitore del Viareggio Filippo Tuena fatta Renzo Montagnoli, qui su Lankelot.

saluti

postato da: caffestorico alle ore 19:00 | link | commenti (1)
categorie: segnalazioni varie e commenti