CAFFE' STORICO LETTERARIO

Un luogo di incontro virtuale dove poter discutere di cultura sorseggiando un te' seduti in un antico caffè parigino.
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Utente: caffestorico
Nome: Francesco Giubilei curatore del blog Caffe storico letterario, è un ragazzo di Cesena dove frequenta il liceo scientifico. Ama scrivere e leggere. E' l'ideatore e il direttore dell'e-magazine Historica ( www.historicaweb.com ). E' autore di "Giovinezza partitura per mandolino e canto" con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Ha vinto il premio letterario internazionale Titano 2007, sezione giovanissimi. BLOG PERSONALE: francescogiubilei.splinder.com E-MAIL: caffestoricoblog@libero.it

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venerdì, 29 febbraio 2008

SEGNALAZIONI
Consueto post di segnalazioni, ricordando a tutte le riviste, ass. culturali, case editrici e scrittori che per essere segnalati basta inviare i propri comunicati a info@historicaweb.com dopo di che decideremo quali inserire.
Quest'oggi parliamo di Satisfiction, ottimo free-press curato da Gian Paolo Serino che annuncia il cambio di piattaforma del blog e molte novità.
Proseguiamo con le newsletter delle ottime "Edizioni Creativa"  e "Meriano zero".
saluti
Francesco Giubilei
Satisfiction
A due giorni dall'inaugurazione Satisfiction blog raggiunto gli oltre 300 commenti.
Da stamattina un nuovo post: "Siamo tutti postromantici? http://satisfiction.menstyle.it/
 
Sul portale MENSTYLE, in esclusiva lo scrittore americano William Vlautin, autore del romanzo "Motel Life" http://www.menstyle.it/cont/lifestyle/home-lifestyle.asp
 
Alle 12.30 registriamo puntata di LIBRIDINE su RTSI, Radio Svizzera Italiana, con Mariarosa Mancuso e parleremo sia della rivista che del blog.
 
Ieri su L'Unione Sarda un altro articolo su Satisfiction e lunedì un'intervista su Affari&Finanza la Repubblica.
 
A prestissimo SATISFICTION  a "CHE TEMPO CHE FA" di Fazio Fazio.
 
Domenica 2 marzo, sul domenicale de "la Repubblica", due pagine dedicate a un evento realizzato da Satisfiction con Wuz.it.
 
Nel frattempo su la Repubblica (Milano) di oggi segnalo un articolo su "i libri svizzeri fuorilegge", mentre su Il Venerdì ho recensito lo stupendo L'EVIDENZA DEI FATTI di Nicole Barker (Sartorio).
Domani su D intervista al gransissimo Charles D'Ambrosio che presenta in anteprima la sua raccolta di racconti, mentre sul mensile KULt in edicola intervista di 4 pagine a Cristiano Godano, frontman dei Marlene Kuntz, sbarcato in libreria con I VIVI (Rizzoli).
 
Satisfiction
soddisfatti o rimborsati
http://satisfiction.menstyle.it/
 
 

Novità dall’Ufficio Stampa 

EDIZIONI CREATIVA

 

-         Nuovo libro: “Il la” di Mirko Cecconi 

- Nasce (grazie a G. Cirino) il Myspace di Creativa: http://www.myspace.com/edizionicreativa2

   

Il  LA”

DI

  

MIRKO CECCONI

  

pagano-grande

 

Un libro che non doveva essere pubblicato…

Una storia che non doveva essere raccontata…

Un segreto che non doveva essere rivelato…

Un piccolo paese…

Un una grande galleria…

 

Questi sono solo alcuni degli ingredienti di questo libro, che vi obbligheranno

a leggerlo fino all’ultima pagina, tutto d’un fiato.

  

Euro 14

ORDINALO, invia una mail a: ordini@edizionicreativa.it

 

Per ordinare i libri:
direttamente a noi dal nostro sito www.edizionicreativa.it  (acquisti) - tramite tel o fax 081 882 2048 e e-mail: ordini@edizionicreativa.it
Richiederlo al nostro distributore nazionale Ediq distribuzione tel/fax 02-9689323 e- mail: commerciale@ediq.eu 
Distributore campano Alpha libri tel.081 5525013 e.mail: info@alphalibri.com
Distributore autonomo Danae libri
Su tutte le librerie on-line (IBS.it , 365bookmark)
Per i bibliotecai al nostro distribuotore per le biblioteche: LS distribuzione tel 051 768165 e-mail: info@lsc.it
Alle librerie che non ne hanno copie (avendo tutti i libri il codice Isbn) basta alzare il tel. e contattare noi o il distributore.
MERIDIANOZERO
NEWSLETTER 6/2008


LE NOVITA'

James Lee Burke, PRIMA CHE L'URAGANO ARRIVI - Euro 16,00

Trish Klein è bella e pericolosa. Se ne va in giro per i casinò della Louisiana, e al tavolo del black jack sbaglia raramente un colpo. Ma delle banconote segnate portano il detective Dave Robicheaux sulle sue tracce. C'è una brutta sorpresa però che lo aspetta. Trish è figlia di Dallas Klein, che Dave ha visto morire davanti ai suoi occhi quando lavorava a New Orleans. Robicheaux ha assistito ubriaco e impotente all'uccisione dell'amico. Uno squarcio doloroso che si sta per riaprire, e che preannuncia uno dei casi più complessi della sua carriera.
Che cosa fa Trish a New Iberia? È una truffatrice? O è solo alla ricerca di una sua personale vendetta?
Burke esplora con la consueta abilità la psiche dell'uomo, interrogandosi sulle ragioni imperscrutabili del suo agire; ma il romanzo si colora di una più marcata costernazione di fronte alla presenza del male, che non è solo il passato conflittuale della Louisiana, ma anche il perdurare di una ingiustizia sociale impossibile da eradicare.
E queste sfumature tragiche si intrecciano con un senso di fatalità imminente, che ha il suo culmine nell'arrivo dell'uragano Katrina: una nemesi finale che abbatterà i deboli argini di New Orleans, per sommergere con la sua furia le miserie degli uomini.


LE NOVITA'


David Ambrose, IL FASCINO DISCRETO DI CHARLIE MONK - Euro 15,00

"Nessuno gioca con la vostra mente come David Ambrose"

Riservato, spietato, senza legami, Charlie Monk è l'esecutore ideale per i servizi segreti. Agisce sempre da solo, preciso e affidabile anche nelle situazioni più estreme. Ma Charlie ha un'ossessione: l'immagine di una donna del suo passato che torna a tormentarlo ogni notte. Di cui non riesce a visualizzare il volto. E di cui ha perso ogni traccia.
La dottoressa Susan Flemyng è una neurologa che ha messo a punto una tecnica per impiantare memorie artificiali: può recuperare i ricordi danneggiati, ma anche crearne di nuovi. Quando suo marito, di rientro dalla Russia, muore in uno strano incidente aereo e un giornalista che l'ha conosciuto teme per la sua stessa vita, Susan comincia a indagare e scopre che una potente fondazione americana si è impossessata dei risultati delle sue ricerche cliniche, e li sta usando per esperimenti militari.
Charlie e Susan ancora non lo sanno, ma i loro destini stanno per scontrarsi. E scopriranno ben presto di avere di fronte un unico nemico. E che il progresso scientifico è meno rassicurante di quanto si pensi abitualmente.
Azione, programmi di simulazione virtuale e manipolazioni genetiche si susseguono in un thriller che non smette di sorprendere a ogni pagina.
Ambrose si dimostra ancora una volta abilissimo nel mescolare le più attuali teorie scientifiche con un ritmo narrativo che non lascia tregua, per comporre le tessere di un puzzle sconvolgente.



LE NOVITA'


Rene Fregni- NERO MARSIGLIA - Euro 7,00

Marsiglia. Ogni giorno Antoine aspetta all'uscita della scuola la figlia di sette anni, Marie. Un pomeriggio è in ritardo e quando arriva a scuola scopre che la bambina è scomparsa: è salita su una lussuosa auto nera insieme a una donna con un elegante abito scuro.
Antoine perde completamente il controllo. Marie è la sua unica ragione di vita. Abbandona il lavoro per passare le giornate tra i quartieri popolari e le vie assolate della città, alla disperata quanto vana ricerca di qualche traccia della bambina. Nel giro di poche settimane è ridotto a un fantasma, quando incontra Cristal: un amico d'infanzia, ora boss della malavita marsigliese. Cristal si fa un punto d'onore di ritrovare la figlia di Antoine, mettendogli a disposizione tutte le sue conoscenze e i suoi mezzi.
Dietro la Marsiglia popolare e bonaria dei bistrot che servono pastis a ogni ora del giorno, dei tifosi sfegatati dell'Olympique, dei pescatori di polipi dal molo dell'Estaque, se ne profila un'altra, agghiacciante e minacciosa: quella dei produttori di
snuff movies
.
I due uomini, aiutati da Tania, puttana gentile e dai capelli turchesi, cominciano così un inseguimento al confine del cuore di tenebra, con due soli obiettivi: giustizia e vendetta.
Fregni riesce nella sfida di coniugare azione e atmosfera, una scrittura intima e nitida con una trama di grande impatto. Il suo romanzo ha la struttura di un thriller, il ritmo di un romanzo psicologico, il tono di una poesia.
postato da: caffestorico alle ore 19:31 | link | commenti (1)
categorie: segnalazioni varie e commenti
giovedì, 28 febbraio 2008

Presentiamo oggi Gianfranco Franchi, autore, critico letterario e curatore del sito Lankelot (http://www.lankelot.eu), con due recensioni di Gian Paolo Grattarola. Tutte le informazioni su Franchi le trovate qui: http://www.lankelot.eu/?biografia=34

Di questo autore ho letto solo Pagano, un libro coraggioso ricco di spunti di discussione di cui si è già ampiamente parlato su Lankelot, su Letteratitudine e su altri agorà virtuali e non, nuove considerazioni a margine di questo post sono però ben accette

Francesco Giubilei

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HUMANITAS OPUS EST

pagano-grande

Dinanzi ad una regressione socioculturale sempre più diffusa, Franchi si confessa, in questo antiromanzo, ammorbato da una forma di pessimismo antropologico e ritiene che occorra lottare per far emergere un nuovo centro culturale. Lo stato di precarietà in cui versa la generazione nata dalla crema dei sessantottini spalanca dinanzi a sé uno scenario privo di progettualità, in cui il quotidiano diviene scialo e si realizza nella ritualità delle convenzioni e nell’omologazione dei comportamenti.

La civiltà è ormai preda di ritmi disumani, che ci sottraggono giorno dopo giorno forza, idee e sapere, mentre il privilegio del denaro unito allo snaturamento del senso comune producono una costante inquietudine nelle nostre coscienze.

Partendo dunque dall’amara constatazione di vivere in una società di bassa cultura e popolata di selvaggi abitanti di un modo irrimediabilmente votato al decadimento, l’autore decide di partire per un viaggio che spera possa condurlo a riappropriarsi del tempo dell’humanitas.

E non sembri, l’utilizzo di questo termine, il vacuo ricorso ad una dotta citazione, o peggio un eccessivo atto di fiducia nei suoi propositi.

No, Franchi non appartiene a quella categoria di persone che pensa di aver trovato nel passato l’utopia per criticare il presente; ma piuttosto a quella di un sapiente umanista, affetto da una sorta di religiosità letteraria, da un religioso amore per il patrimonio storico, letterario della propria nazione.

Il suo atteggiamento lo assimila in maniera del tutto inequivocabile alla figura di quegli antichi umanisti, i quali non badarono unicamente a riproporre i valori di un mondo passato, ma inventarono addirittura l’antichità, creando una nuova mitologia fondativa della cultura europea.

A tal proposito egli sgombra subito il campo da ogni possibile equivoco, chiarendo fin dalle prime pagine che le origini della cultura europea non vanno cercate nella precaria tradizione giudeo-cristiana, come molti sono portati a credere, ma in quella illuminante, raffinata e radiosa dell’universo pagano.

Franchi rifugge dal sentimentalismo buonista e combatte da par suo la montante deriva civile convinto solo che l’etica affondi le radici nelle leggi non scritte degli dèi, quelle che in ogni caso non possono essere mai violate.

La via maestra è quella della messa in valore della cultura; una via che porta, attraverso la riflessione e la dotta consapevolezza, inevitabilmente tra i silenzi inquietanti della solitudine.

E’ questa la ragione per cui non potremo parlare in questo caso di una fuga dal mondo nel compiacimento della propria personale erudizione, ma del ricorso ad uno strumento necessario di rieducazione al senso del bello e della virtù.

I libri costituiscono per lui una frequentazione ineludibile, una fame di quella menzogna letteraria e spirituale che non può non chiamare infinito, la necessità impellente di contrastare l'invasività di un mondo che produce la fine di ogni sacralità.

Egli scrive in preda all’emergenza espressiva di una tensione liberatoria, consegnandoci un testo che non costituisce una maniera distaccata di osservare il mondo, né il tentativo di trascenderlo; ma che è la vibrante presa di posizione di un intellettuale, cui non fanno difetto il coraggio, la sincerità e la crudezza verbale. Ovunque impazza il sarcasmo disincantato di uno scrittore caustico, ribelle ed insolente, che dispensa in maniera equanime i propri strali all’imprenditore brianzolo filoyankee e all’imbolsito professore universitario, dal sorriso bonario.

Chiunque intenda ancora opporsi alla banale adorazione del presente come il migliore dei mondi possibili, troverà in Pagano le tracce inconfondibili di una letteratura di vibrante testimonianza civile.


Gian Paolo Grattarola

17.XI.2007


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), narratore, poeta e critico letterario romano e mitteleuropeo. 

Gianfranco Franchi, “Pagano”, Il Foglio Letterario, Piombino 2007.
Prefazione di
Gordiano Lupi. Postfazioni di Francesca Mazzucato e Patrick Karlsen.

Approfondimento in rete: CS e nota di FM in Books and Other Sorrows / Intervista di Renzo Montagnoli (Arteinsieme). / Letteratitudine / Rassegna Stampa (dal 9 Settembre: in progress

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DISORDER TRA FRAMMENTI CRUDI E FEBBRILI

disorder

 Raccolta di racconti, pamphlet, riflessione personale sulla creatività, memoir intimo, manuale sul mestiere di vivere : chi lo sa, chi può dirlo ? Il libro di Gianfranco Franchi probabilmente era nato proprio come una sorta di saggio sul mestiere dello scrittore in una società ammorbatala dal virus della precarietà del lavoro e dell’insicurezza sociale. Poi però, come accade a tutte le opere felici, deve essere stato investito da quella fantasia che arriva a scompaginare le vite ordinarie degli esseri umani e a renderle in fondo più varie e più autentiche. Così il libro è arditamente divenuto un oggetto difficilmente catalogabile. Eppure, proprio a cavallo dei vari generi, in quella difficile mistura, l’autore ha raggiunto un equilibrio disarmonico pressoché perfetto, inanellando pagine allo stesso tempo intense e scanzonate, intelligenti e godibili.

Concedendosi senza reticenze, sia pure mettendosi in campo dietro il paravento di carta del personaggio di Guido Orsini, Franchi ha rovistato nei propri sogni, ripescato nei propri ricordi, saccheggiato nei propri processi mentali, per illuminare almeno un po’ il mistero della sua esistenza, simile in tutto e per tutto a quello della scrittura. Lontani sono gli oggetti, le persone ed i paesaggi che la memoria fa riaffiorare ed ai quali la scrittura restituisce l’ultima forma possibile, il pathos della lontananza. Un mistero immenso di cui riusciamo a scalfire unicamente il guscio, ma di cui in realtà non sappiamo quasi nulla e la luce fioca delle nostre conoscenze è attorniata da un tumulto inquieto di tenebre. Percepiamo alcuni tratti costanti dello scrittore, la sua inconfondibile maniera di essere, la sua personalissima cifra stilistica, e quando pensiamo di averne afferrato il senso egli cambia la rotta della sua scrittura, virando repentinamente in altra direzione. Colti da un inevitabile senso di disorientamento, ci rendiamo subito conto che sta saggiando nuove zone della tastiera, imprimendo al suo itinerario una felice e costante discontinuità.

Là in quell’atmosfera amara e disincantata, sul crinale di quella linea d’ombra si muovono i racconti, genere impuro per antonomasia, ma questo non è un male nella letteratura come nella vita. Franchi ne è visceralmente consapevole, poiché non gli è ignoto che dalla purezza fittizia nascono solo linciaggi morali e fantasmi oscuri. Non si può essere puri ed umani ad un tempo, per questo nelle sue pagine non vi è alcunché di venerabile, ma solo la denuncia di un male di vivere che affiora mutevole come un’ombra che ci portiamo dietro dalla nascita.

Disorder è un forte antidoto alla sopravvivenza, in cui la scrittura costituisce lo sforzo di trascendere l’individualità e la miseria umana, l’ansia di elevarci al di sopra della recrudescenza culturale, sociale e civile, afferrando la realtà nella sua confusione vitale. Franchi avverte la consapevolezza che letteratura e vita non possono mai convogliarsi su binari diversi. Per lui scrivere è un modo di pensare e deve essere un pensiero il più possibile limpido, libero e rigoroso. Affermazione impegnativa che l’autore rispetta intrecciando una prosa tersa di riflessioni, aneddoti e confessioni sulla propria vita privata.

Il respiro dei suoi racconti, pur lontano da sterili accademismi, risente dell’intelligenza polemica di un letterato massimalista cresciuto appeso ai libri. La ricca messe di temi e problemi che il libro affronta è dunque garanzia del suo acume critico e del suo valore. Sono pagine dure ma poetiche, nelle quali al dolore e alla solitudine si contrappongono il potere della parola in una funzione quasi curativa e liberatoria. Una poesia che nasce dall’immagine, da taluni flash ossessivi, calmi e violenti ad un tempo.

Il lettore entra nelle storie di Guido Orsini trovandosi prigioniero dentro ad un’atmosfera coinvolgente, e quando il libro si chiude non può non provare un profondo dolore allo stomaco.


Gian Paolo Grattarola






postato da: caffestorico alle ore 15:49 | link | commenti (1)
categorie: letteratura
domenica, 24 febbraio 2008

NUOVO AFFILIATO ALLA LEGA BLOGGER LETTERARI

Un nuovo prestioso blog aderisce alla nostra iniziativa che sta ottenendo sempre maggiori consensi.

Si tratta di http://bitletteratura.blogspot.com  della giornalista Rosa Maria Di Natale (che ha scritto questo bellissimo articolo) e a cui auguro tanta fortuna nella sua nuova avventura multimediale.

A giorni uscirà in formato virtuale il "Lega blogger letterari magazine 3", rivista che raccoglie i migliori post pubblicati sui blog che aderiscono alla lega, che verrà  allegato gratuitamente al cartaceo di  "Historica Il Foglio letterario".

Colgo l'occasione per riportare l'elenco dei blog che adreriscono alla lbl:

Associati interni:

http://lauraetlory.splinder.com

blog di Laura Costantini e Loredana Falcone

http://alicesu.splinder.com
blog di Alice Suella


http://rossiorizzonti.splinder.com
blog di Milvia Comastri


http://mmushroom.splinder.com
blog di Marco Mazzanti

http://bitletteratura.blogspot.com

blog di Rosa Maria Di Natale

http://rivistanugae.blogspot.com

blog della rivista Nugae e di Michele Nigro

www.antanz1967.splinder.com

blog di Antonella Anzalone

http://caffestorico.splinder.com

blog della rivista Historica il Foglio letterario e di Francesco Giubilei

Associati esterni:

 

http://letteratitudine.blog.kataweb.it

blog di Massimo Maugeri

http://scritture.blog.kataweb.it

blog di Francesca Mazzucato

postato da: caffestorico alle ore 12:17 | link | commenti (11)
categorie: lbl
giovedì, 21 febbraio 2008

PICCOLO MANUALE SULL'ODIO


immagine libroGrazie ad un accordo con la libreria Indipendente-mente Interno 4 di Rimini (http://www.indipendente-mente.it) e al libraio Andrea Dalla Corte (che ringrazio) pubblicheremo su Caffè Storico alcune recensioni. Iniziamo oggi proprio dal libro di Andrea Dalla Corte, edito dall'ottima Edizioni Creativa (http://www.edizionicreativa.it)


 

Primo, è un ragazzo che mal si associa al significato del suo nome che, ironicamente, non corrisponde ad un piazzamento simile nella vita e anzi lo pone in una condizione di emarginato perdente.
Nella soffitta di casa, comodamente seduto in una poltrona, ritorna a convivere con il tempo e ricordi raccontando la sua storia. Immerso nel cercare la spiegazione di un sogno ricorrente ed identico a tema disnelyano, dove qui, quo, qua vengono arrostiti nel suo forno di casa. Al risveglio viene sempre tormentato dalla stessa domanda: “che cazzo di fine ha fatto paperino?”.
Si sente in feeling con lui e con tutte le altre persone in cui riconosce la sua stessa condizione di mezzesega. Persone abituate a fallire e prigioniere delle gabbie di Mondo, dove tutti sotto il suo sguardo divertito, si aggirano frenetici ed illusi.
La vita di Primo cambia radicalmente quando le sue mani entrano in contatto con un cofanetto bianco nascosto in soffitta. Intuisce subito che niente sarà come prima. All’interno trova un piccolo libro con delle scritte rosse intitolato: “piccolo manuale sull’odio”.
Avido della curiosità viene rapito dalla lettura scoprendo di trovarvi scritto la storia della sua vita. Come se chi avesse scritto il libro, lo conosca alla perfezione e cerchi di aiutarlo obbligandolo ad una nuova visuale sulla vita. Ben presto il libro diventa un amico fidato, l’unico che riesce a capirlo, impartendogli messaggi subliminali.
Una nuova consapevolezza s’insinua in lui donandogli nuova linfa vitale, necessaria a ribellarsi dalle sue prigioni mentali fatte di sbarre d’insicurezza. Anche se ancora come nel sogno non riesce a vedere Paperino, è sicuro che sia fiero di lui e che lo stia guardando da un angolo della stanza, con ancora tra il becco, gli ossi dei suoi parenti arrostiti.
Un romanzo timidamente violento che si muove sul filo della pazzia, capovolgendo quello che è giusto con quello che non lo è, per creare una nuova via di fuga lontana e libera dalle costrizioni egoistiche della vita.


Recensione a cura di Andrea Renaldi

Titolo: Piccolo manuale sull'odio
Autore: Andrea Dalla Corte
Editore: Edizioni Creativa
Collana: Esperimenti Letterari
Isbn: 978-88-89841-11-2
Genere: Narrativa italiana
Pagine: 118
Anno: 2007

 

postato da: caffestorico alle ore 17:07 | link | commenti (2)
categorie: letture
mercoledì, 20 febbraio 2008

 

ADIÓS FIDEL!

 

castro_granmaMio padre porta in casa il Granma come ogni mattina, non so perché lo compri, forse un’abitudine, forse è amico di quel mulatto all’angolo della panetteria di Toyo che lo vende, forse pensa a mia madre che di tanto in tanto ci rincarta roba. Non lo so. Fatto sta che lo compra. Oggi lo sventola a mo’ di bandiera, rosso in volto, emozionato come un ragazzino che racconta una prodezza, sputa fuori una notizia bomba, una cosa sensazionale che farà il giro del mondo.

“Fidel si è dimesso” dice.

“Dimesso da cosa?” domando.

“Non vuol più fare il Presidente del Consiglio di Stato e neppure il Comandante in Capo. Dice che non è attaccato al potere…”

In fin dei conti ha governato soltanto per quarantanove anni, penso.

“E adesso cosa succederà?” chiedo.

“Il Granma riporta una lettera di Fidel a Randy Alonso. Pare che stasera alla Mesa Redonda spiegheranno meglio”.

Sì, alla Mesa Retonta spiegheranno tutto. Non c’è alcun dubbio…

Mio padre è costernato. Legge attentamente i quattro fogli sgualciti del Granma. Non lo avevo mai visto tanto assorto nella lettura di un giornale così inutile. Di solito dà un’occhiata ai risultati di baseball, scorre i programmi televisivi, legge i titoli e scuote la testa, non c’è niente di nuovo, pare che dica, gli imperialisti sono lontani, stanno a casa loro, proprio non la vogliono questa fantastica rivoluzione. Oggi no, invece. Oggi si divora il Granma, non perde una frase, sottolinea, annota, rilegge, non crede ai suoi occhi.

“Cazzo, Alejandro. Siamo senza Fidel. Ti rendi conto?”

Povero papà, lui non è abituato ad alzarsi la mattina e sapere che non c’è babbo Fidel che provvede, non è facile metabolizzare l’idea, pure se dicono che siamo anestetizzati da cinquant’anni di regime.

“Ci resta Raúl, papà. Non ti basta?”.

“Non mi basta no, Alejandro. Vuoi mettere?”

Non ha tutti i torti. Fidel è invecchiato, non è mica lo stesso che prese a scapaccioni Batista, il meglio dei suoi rivoluzionari sono diventati controrivoluzionari e chi ce l’ha fatta è scappato a Miami, lui è rimasto sempre più solo, ma si è fatto nuovi amici. I tempi cambiano, i russi vanno a braccetto con gli statunitensi e i venezuelani governano Cuba a colpi di petrolio. Meo Porcello, detto Chávez, scopre complotti, libera prigionieri dai terroristi e a tempo perso attinge preziosi consigli per costruire il socialismo tropicale. Fidel non ce la fa più, povero vecchio, non c’ha il fisico per tenere in mano le sorti d’una rivoluzione sempre più solida e forte, ci vogliono i giovani. Meno male che  Raúl è ancora un ragazzino, frequenta combattimenti di galli, scommette, qualche volta vince, s’è fatto amico dei cinesi, vuole il socialismo di mercato, c’ha pure qualche vizietto nascosto, un vero scavezzacollo. Siamo davvero in buone mani. Se poi non dovesse bastare c’è Roberto Alarcón, che non s’intende di economia, ma è un rivoluzionario duro e puro, tutto teoria e politica marxista, sacrifici a colpi di machete, zafra e canna da zucchero come se piovesse. Non gli parlate di pesos e dollari ché non se ne intende, mica può sapere tutto lui, che da piccolo nemmeno andava a Varadero, non viaggiava e non frequentava il Tropicana. Povero Alarcón, che a tempo debito gli è mancato un bel culo di mulatta e adesso parla coi giovani e non sa che dire. Per ora è Presidente del Parlamento, sostiene il voto unico, ché bisogna votare senza sapere chi si vota, tanto va sempre bene. Resta Abel Prieto, ministro della cultura per meriti letterari, ché tra lui e la letteratura c’è stata una bella lotta, ma alla fine ha perso la letteratura, poverina, finita nelle sue mani dopo aver frequentato Cabrera Infante e Virgilio Piñeira, non è un bel morire, credo. Abel Prieto dice che a Cuba si può dire e scrivere quello che vogliamo, magari anche pubblicarlo, dirlo in televisione, sostenere che c’è la censura è da stupidi reazionari. E allora la prossima volta, invece di pubblicare in Italia, mando un romanzo inedito a Letras Cubanas, anzi glielo porto a mano, così mi vedono bene in faccia, mi schedano e fanno prima a mettermi dentro.

“Babbo, mi sa che hai ragione” concludo.

“Ho ragione sì. Sono più vecchio di te. Lo so che ho ragione”.

La rivoluzione cubana in mano ai ragazzini mi fa un po’ paura, lo so che si metteranno a giocare con questa cosa messa su da Fidel in quarantanove anni di duro lavoro e la faranno a pezzi. Mi sembra già di vederli. Raúl che perde tempo con galli da combattimento e creoli dagli occhi castani, Alarcón che prende lezioni di economia e Abel Prieto riscrive Il volo del gatto e prova a fare il verso a Lezama. Tanto pure per loro ci sarà un Paradiso, credo. Ecco il grande cambiamento della nostra storia, che tutto cambi perché niente cambi, come ha già detto qualcuno. Adiós Fidel. Ci mancherai.

 

Alejandro Torreguitart Ruiz

L’Avana, 19 febbraio 2008

 

Traduzione di Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi

 


 

Alejandro Torreguitart Ruiz (L’Avana, 1979) esordisce in Italia con Machi di carta - confessioni di un omosessuale (Stampa Alternativa, 2003). Pubblica in seguito: La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2004), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005) e Cuba particular - Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007). Sono in cerca di editore la raccolta di racconti All’Avana senza un cazzo da fare – Cronache del dopomuro, il romanzo fantapolitico Mr. Hyde all’Avana e la biografia romanzata Un uomo di nome Che Guevara. Alcuni racconti di impronta politico-esistenziale sono stati pubblicati in rivista e su internet. Gordiano Lupi è il traduttore e il titolare per lo sfruttamento dei diritti sulle sue opere in Italia e per l’Europa. Sito internet: www.infol.it/lupi.

 


 

 

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007). I suoi lavori più recenti di argomneto cubano sono: Nero Tropicale (Terzo Millennio, 2003), Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006) e Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006). Nel corso del 2008 usciranno il taccuino di viaggio Dimenticare L’Avana (Il Foglio) e un libro fotografico su Cuba per Mediane Edizioni di Milano. Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it

 

Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come Cominciamo bene le storie di Corrado Augias (libro Serial killer italiani), Uno Mattina di Luca Giurato (libro Serial killer italiani), Odeon TV (trasmissione sui Serial killer italiani) e La Commedia all’italiana su Rete Quattro. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e soprattutto per il saggio su Cuba, intitolato Almeno il pane Fidel, che sta facendo discutere. I suoi libri sono stati oggetto di numerose recensioni e segnalazioni che si possono leggere al sito http://ww.infol.it/lupi

postato da: caffestorico alle ore 15:23 | link | commenti (1)
categorie: attualità
martedì, 19 febbraio 2008

ZUCCHERO AMARO

smokerUna notizia storica.

E' finita l'era Castro.

Fidel a 81 anni, rinuncia alla presidenza, non è più il comandante in capo di Cuba dopo quarantanove anni.

Il lider maximo è figura assai controversa, amato da alcuni e criticato da altri.

Ha ricorrentemente dato la sensazione di aver rivoluzionato tutto per in fondo non cambiare niente.

Molte ombre sul suo percorso.

Troppe morti ingiustificate per l'accesso al potere, troppi puniti ed esclusi nella gestione.

Cuba, con Fidel, può vantarsi (grazie ai favori della Russia) di essere uno dei pochi paesi al mondo che ha resistito al potere Usa.

Nell'isola dello zucchero tuttavia, in tavola poco dolce e molto amaro, perchè sia con Batista e poi con Fidel la grande assente è stata la democrazia.

Francesco Giubilei

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categorie: attualità
lunedì, 18 febbraio 2008

 OSVALDO NAVARRO

La morte di un grande poeta cubano in esilio


catarsisIl romanziere e poeta cubano Osvaldo Navarro è morto nel suo esilio messicano, il 7 febbraio 2008, vittima di un infarto. I suoi resti sono stati cremati e le ceneri portate dalla moglie, la poetessa Elena Tamargo, a Miami - dove risiedono i figli Osvaldo e Nazin - per essere sepolte in terra statunitense. Navarro nasce a Santo Domingo, in provincia di Villa Clara, nel 1946, membro delle forze armate e del ministero degli interni per dieci anni, studia filologia alla Università dell’Avana e consigliere culturale nella ambasciata cubana di Mosca fino al 1987. Vince molti premi nazionali di poesia e ottiene importanti riconoscimenti per la sua opera letteraria. Osvaldo Navarro è un convinto difensore del realismo socialista nella creazione artistica, ma a un certo punto della sua vita perde fiducia nel processo rivoluzionario e nel 1993 ripara in Messico. Vive da esiliato volontario, per qualche periodo soggiorna a Miami, torna in Messico, fonda la rivista Nao e lavora come promotore culturale. Tra le sue opere di poesia citiamo De regreso a la tierra (1974), Los días y los hombres (1975), Espejo de conciencia (1989), Las manos en el fuego (1981), Nosotros dos (1984), Combustión interna (antologia, 1985), Clarividencia (1989), Xabaneras (1996) e Catarsis (1999). Tra i romanzi ricordiamo El caballo de la Mayaguara (1984) - premio nazionale della critica cubana - e Hijos de Saturno (2002). Figli di Saturno sarebbe un libro importante da far conoscere in Italia, perché è un omaggio a tutte le persone che hanno creduto nella rivoluzione cubana e ne sono state divorate. L’istituto Politecnico Nazionale del Messico pubblicherà un’antologia della sua opera poetica e un suo saggio su José Martí.

Osvaldo Navarro è stato uno dei migliori poeti cubani contemporanei, in un primo periodo della sua vita convinto rivoluzionario, appena si rende conto della grande truffa castrista lotta contro il regime fino a riparare in esilio. In ogni caso Osvaldo Navarro non mette la poesia al servizio di un’ideologia e questa è la sua grande forza letteraria. Non ha mai scritto un libro celebrativo del regime e non si è piegato al ruolo di poeta cortigiano, neppure quando era convinto assertore della bontà rivoluzionaria. Nella Cuba di Fidel Castro nessuno scriverà una riga sulla sua morte, visto che in passato è stato definito dal regime come opportunista. Osvaldo Navarro resta nel gruppo dei poeti da dimenticare, tra i letterati che non vanno studiati, depennato dalla lista degli scrittori in lingua spagnola dei quali è lecito occuparsi. Meno male che istruzione e cultura (insieme alla sanità) sono le cose migliori che citano sempre i fiancheggiatori del regime. Ho avuto la triste notizia della morte di Navarro dallo scrittore cubano Felix Luis Viera, pure lui esule in Messico e destinato a vivere lontano dalla sua terra per colpa di un regime duro e intollerante. Per ricordare un grande scrittore pubblico una piccola antologia poetica in lingua originale, accompagnata dalla mia traduzione letterale che fa perdere liricità ai testi ma è utile per comprendere il significato. Osvaldo Navarro parla di solitudine, dialoga con se stesso, sente di essere rimasto senza parole e senza musica, di non avere più la forza di scrivere poesia, vuol essere vegetariano in un mondo di antropofagi, comprende che tanti amici si sono lasciati condurre su una strada sbagliata e che adesso si bruciano le ali per aver volato troppo vicino al fuoco. Parla di politica in modo velato, con sottili allusioni e raffinata scelta lessicale, usa la poesia fantastica per realizzare un importante discorso sociale. Le idee modificate da uomini che non sono all’altezza dei loro sogni producono mostri, come il sonno della ragione, come un antropofago che cucina carne umana e si lascia tentare dal sapore proibito. Osvaldo Navarro critica Stai Uniti e Cuba, non risparmia nessuno, in un atto di accusa che unisce globalizzazione a base di hamburger alla rivoluzione cubana che predilige carne di cannone e lingue di poeti stufate. Uno scrittore che sono orgoglioso di presentare per primo in Italia e che dovrebbe essere tradotto e pubblicato anche nel nostro paese.


Gordiano Lupi

www.infol.it/lupi


ANTOLOGIA POETICA


Traduzioni a cura di Gordiano Lupi



CALDA ETÁ


La solitudine che assumo è tanto divina

che a ignorarla così tanto siamo in due:

uno nella sala da pranzo mangia il suo riso

e l’altro lava il piatto nella cucina.


Navarro è un buon uomo che si china

e coniuga i verbi sempre in noi.

Osvaldo è colui che fronteggia Dio,

ed è una debole ombra che illumina.


A volte siamo di più, e siamo tanti

che non basta la terra per tutti coloro

che abitano questa severa solitudine.


Parlo con me, che è come dire noi,

però gli altri non intavolano un dialogo:

gli altri sono io stesso nella sua calda età.




ATONALE


Figli, indicatemi il tono,

che sono rimasto senza musica.

Sordo di me stesso, ascolto

solo lamenti e suppliche,

il rumore delle anime

e certe note stupide

che ripetono e ripetono

in un vuoto di acustica.

Ora non ascolto gli accordi

di quelle mattine fulgide,

con la sua vertigine di passeri

e strepito di ali ossidate.

Delle primavere non

ricordo le ultime risate

né il compasso delle stelle

in quelle notti uniche,

e tu, donna, che vibravi

come una chitarra pudica.

Non sento suonare le campane

il re della mia ape ludica,

né a mia madre che suonava

questa mia lira così rustica.

Figli, indicatemi il tono,

che sono rimasto senza musica.



ANTROPOFAGIA


Guarnita con succo di limone e arrostita alla griglia

come arrachera o churrasco - alla argentina -,

la carne umana è un manicaretto di lusso

sulle tavole delle classi alte,

ristoranti esclusivi, alberghi a cinque stelle.


Si prepara anche con cipolla e curry - stile indio -

per le feste della patria e per i banchetti

che frequentano dignitari, arcivescovi, grandi investitori.


Gli Stati Uniti - importatori di animali vivi -

possiedono mattatoi molto sviluppati

dove lo squartamento si realizza in modo automatico.

Utilizzano persino le frattaglie,

alle quali aggiungono soia e altri ingredienti - formula segreta -,

e formano una pasta con la quale modellano hamburger e nuggets,

che le aziende vendono alle catene internazionali del fast food.

È un’industria efficiente e produttiva

che si ispira alla scuola classica tedesca:

fabbricano tele con i capelli, bottoni con le ossa e sapone con il grasso.


La pubblicità sulla carne umana in televisione è sensazionale.

Presentano culturisti, ballerine, attori di cinema

ricostruiti da bisturi estetici.

Il messaggio subliminale è che la carne non serve solo per fornicare,

ma contiene anche un alto potere nutrizionale.


Nei mercati popolari del mondo,

si vende salata, come prosciutto - alla messicana - per friggere,

o secca, per cuocere con il pomodoro come carne salata di cavallo - alla uruguagia.

Nei ganci delle macellerie attaccano le gambe,

i bracci e le costole, tra le mosche e l’odore delle specie animali.

Si vendono anche gli occhi, le mammelle, le viscere, i testicoli

cucinati nelle forme più diverse e serviti come antipasti,

saltati con cilantro, cipolla cruda ben tagliata e qualcosa di

piccante, avvolti in pane arabo o in frittate di mais.


A Cuba - paese molto speciale - l’uccisione si realizza per fucilazione,

per prurito militare e per attaccamento alla tradizione delle guerre di indipendenza.

La carne è sottomessa a un processo simile a quello degli Stati Uniti,

però con l’influenza degli indios caraibici (cannibali),

che guarnivano le prede con aglio di montagna, peperoni piccanti e culantro.

Il contenuto si aumenta con soia e farina di grano,

e si produce un impasto insipido e molle (senza involucro)

chiamato pasta di carne.

(Siccome la distribuzione è razionata,

gli affamati hanno saccheggiato le cripte dei cimiteri).

I capelli si disperdono per mancanza di tecnologia,

però il grasso – se ci fosse – si utilizza nelle salse

(Echale salsita, dice il son),

e le ossa, in succulenti minestroni

e nella stregoneria industriale, grande produttrice di dollari.

I dirigenti e i capi preferiscono la carne di cannone

e la lingua stufata dei poeti.


Gli spagnoli sono fanatici di sangue e viscere,

per fare salsicce,

e affumicano un prosciutto di gamba montanara

che non ha niente da invidiare a quello di maiale.


La Francia è una cosa a parte.

Là cuociono al forno alcuni pasticcini di cervello,

estratti dagli artisti naif di Haiti e dagli immigranti arabi,

il cui odore cartesiano si percepisce fino in cima alla Torre Eiffel,

e cenano frugalmente con buon vino da tavola.


In Africa, dove ci sono usanze molto strane,

fanno imputridire la carne, e se la mangiano, con le mani,

mescolata con manioca,

anch’essa in stato di putrefazione.


I giapponesi - di palato tanto raffinato -

preferiscono le mani e i piedi di donna, perché,

secondo gli esigenti consumatori,

hanno un sapore più raffinato delle pinne di pescecane.


I cinesi hanno sviluppato un’industria innovativa,

che consiste nell’applicare la tortura cinese in modo produttivo:

tagliano pezzi ai dissidenti, senza ammazzarli,

e hanno invaso il mondo con queste fette di carne,

come se fossero pesci congelati:

così hanno aumentato del due per cento il prodotto interno lordo.


Io, che sono un poco schizzinoso e mi faccio scrupoli,

sono diventato vegetariano,

e me ne vado con le vacche e i cavalli

a ruminare la poca erba che ancora verdeggia nei campi.


Nota: Alcune espressioni sono intraducibili e non hanno un corrispettivo italiano. Si tratta di termini culinari, spezie e modi di dire cubani. Ho scelto di lasciarli nella forma originale indicandoli con un corsivo.



NEL FUOCO


Ho visto e so cose che non ho detto né dico,

cose tristi, a volte amare e onerose

botte che gli amici danno come fossero rose,

cose che sembrano più un lavoro del nemico.


Ho visto e so di amici che si convertirono in cose

e di cose che presero il posto dell’amico,

vidi come il fratello passò al nemico

e vidi come si arrampicavano all’albero le lumache.


Vidi gli uomini errare come farfalle

e bruciarsi le ali leggere e amorose

nel fuoco di tutti senza che ci fosse un testimone.


Vidi molto di più, vidi gli escrementi correre verso le fosse

di un tempo che puzzava come un vecchio mendicante

e verità pericolose zittire i testimoni.



Opere originali di Osvaldo Navarro (1946 – 2008)

Traduzioni di Gordiano Lupi

__________________

OSVALDO NAVARRO (1946 - 2008), morto alcuni giorni fa in Messico. Navarro è un interessante poeta e romanziere cubano, autore di un libro come I figli di Saturno (2002), purtroppo edito solo in spagnolo e in inglese, che andrebbe conosciuto anche in Italia. Il mio piccolo lavoro si pone l’obiettivo di far apprezzare in parte la sua arte poetica.

postato da: caffestorico alle ore 16:49 | link | commenti (1)
categorie: letteratura
venerdì, 15 febbraio 2008

LA VOCE D'UN LIBRO

libro1Il trimestrale di arte e letteratura Ore Piccole fondato a inizio 2006 da Gabriele Dadati e Stefano Fugazza:

"si occupa di letteratura e arte italiane, in particolare dal secondo Novecento a oggi, ma che non preclude aperture fuori dal nostro Paese e fuori da questo arco di tempo: ci può essere davvero il dialogo con quello che è altro, l’ingresso improvviso di idee che irrompono da territori inesplorati, insomma finestre che si spalancano ed entrano anche un’aria e una luce diverse. "

Oltre a pubblicare la rivista i due scrittori mandano in stampa dei libriccini in una collana chiamata "parole piccole".

Il primo di questi si intitola "La voce di un libro", è firmato da Edmondo De Amicis, celebre autore di "Cuore" nonchè di altre numerose pubblicazioni, costa 4 euro ed è lungo 43 pagine.

Curato nei minimi dettagli e arricchito da otto illustrazioni dell'artista Leonardo Cemak "La voce di un libro" è stato ristampato a cent'anni di distanza dalla prima pubblicazione su una rivista.

Il libro, che si legge in pochi minuti, è la narrazione della storia di un libro. De Amicis improvvisamente allucinato dalla copertina di una copia sfatta della prima edizione de "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" del 1802 (siamo nel 1904) immagina che il libro prenda vita e gli narri le sue peripezie.

L'idea di fondo semplice e apparentemente scontata viene "irrobustita" dalla prosa di De Amicis, che rende la lettura piacevole ma nello stesso tempo offre lo stimolo per alcune domande che sorgono spontanee nelle menti del lettore.

"È una passeggiata letteraria, malinconica e tuttavia divertente, non estranea ad omaggi bibliofili alle tecniche di archiviazione" come scrive Franchi suLankelot.

Il libro si apre con queste frasi semplici ma al contempo struggenti:

<"Le lacrime, la voce delle cose" si dice. C'è cosa inanimata, fuor che l'effigie dei nostri simili, che ci possa dare tale illusione meglio di un libro? meglio di questa cosa inerte e muta, ma piena di pensiero, che parla silenziosamente a ogni essere umano che la interroghi, e lo tiene intento per tanto tempo quanto non potrebbe fare la parola d'alcuna persona vivente?>

La storia di questo libro ma di tutti i libri si potrebbe sintetizzare con questa splendida frase:

"Non c'è cosa al mondo più onorata e più maltrattata di un libro"

postato da: caffestorico alle ore 19:50 | link | commenti (3)
categorie: letture
giovedì, 14 febbraio 2008

Giorni caotici e pieni di impegni in primis scolastici.

Ultimato il "Lega blogger letterari magazine 3" e un altro inserto sperimentale da dffondere gratuitamente con la rivista ho iniziato il lavoro di pubblicità e diffusione.

Il tipografo ha finalmente ultimato la stampa de "Le colpe dei padri", libro di lauraetlory che verrà venduto in allegato a 9 euro con Historica-Il Foglio letterario e sta lavorando alla stampa della rivista vera.

Intanto riporto due siti che hanno segnalato l'uscita di Historica-Il Foglio letterario:

http://www.myspace.com/edizioni_il_foglio

http://www.viterbotv.it/

postato da: caffestorico alle ore 12:42 | link | commenti (6)
categorie:
lunedì, 11 febbraio 2008

E' USCITO HISTORICA-IL FOGLIO LETTERARIO

Ecco il primo numero della rivista "Historica-Il Foglio letterario" nata dalla fusione delle due riviste.

Non mi dilungo ulteriormente se non per ricordare che tra pochi giorni sarà disponibile anche il formato cartaceo a 5 euro.

Tutte le istruzioni per abbonarsi le troverete all'interno della rivista.

A giorni inoltre (per non mettere troppa carne al fuoco) uscirà il "Lega blogger letterari magazine" che sarà allegato gratuitamente (motivo in più per acquistare "Historica- Il Foglio letterario" in formato cartaceo).

Tutte le informazioni per comprare la rivista a info@historicaweb.com

Nel frattempo i  link per scaricarla nel post successivo.

Francesco Giubilei

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SCARICA HISTORICA-IL FOGLIO LETTERARIO

http://www.historicaweb.com/?scarica_historica

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categorie: historica