CAFFE' STORICO LETTERARIO

Un luogo di incontro virtuale dove poter discutere di cultura sorseggiando un te' seduti in un antico caffè parigino.
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Blogger: caffestorico
Nome: Francesco Giubilei curatore del blog Caffe storico letterario, è un ragazzo di Cesena dove frequenta il liceo scientifico. Ama scrivere e leggere. E' l'ideatore e il direttore dell'e-magazine Historica ( www.historicaweb.com ). E' autore di "Giovinezza partitura per mandolino e canto" con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Ha vinto il premio letterario internazionale Titano 2007, sezione giovanissimi. BLOG PERSONALE: francescogiubilei.splinder.com E-MAIL: caffestoricoblog@libero.it

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mercoledì, 12 marzo 2008

CAFFE' STORICO SI E' TRASFERITO, E' STATA UNA DECISIONE SOFFERTA MA NECESSARIA PER CRESCERE E MIGLIORARCI, QUESTO L'INDIRIZZO DEL NUOVO OPEN-BLOG

http://historicailfoglioletterario.menstyle.it

postato da: caffestorico alle ore 14:23 | link | commenti
categorie: segnalazioni varie e commenti
martedì, 11 marzo 2008

A GIORNI UN GRANDE CAMBIAMENTO.

postato da: caffestorico alle ore 20:16 | link | commenti (5)
categorie:
domenica, 09 marzo 2008

 UMBERTO PIERSANTI L’ULTIMO CANTORE DI UN MONDO CHE SCOMPARE



Ci si cresce con il mito dentro ed Umberto Piersanti, il poeta marchigiano vivente più famoso, nato ad Urbino nel 1941 ove risiede tutt’ora ed insegna sociologia della letteratura, ha avuto una folgorazione per i fondali naturali che presiedono alla sua poesia. Cantore di un mondo ormai in parte perduto, quello agricolo e pastorale delle Cesane, una catena collinare che fa da cornice naturale alla città ducale di Urbino, uno spazio panico e antropologico pregno di misteri e riti antichi senza tempo, che egli ama come fosse il corpo di una donna. Un ambiente in cui è cresciuto, si è formato, ha percepito il mondo, e al quale risulta legato da quello stesso senso della terra che già fu di Cesare Pavese. Ma a differenza di questi la cadenza dei suoi versi non contiene le noti struggenti del rimpianto dolente, bensì la vocazione alla fedeltà ad un grembo fertile che costituisce il nucleo generatore delle liriche più importanti e che sono raccolte ne “I luoghi persi” (Einaudi 1994) e “Nel tempo che precede” (Einaudi 2004), i libri che lo hanno imposto all’attenzione della critica.

Una poesia che nasce dall’immagine, dall’evocazione nostalgica di uno scenario rupestre dal quale trae linfa vitale, un crogiuolo di sensi, di situazioni e di pensieri che irrompono sulle pagine con impeto naturale. La abita una natura atavica, colma di profumi e sapori intensi, di elementi cromatici accesi, che pur sfumando in un altrove mitico, mantengono una dimensione di ruvida fisicità.

Striato da case in rovina il profilo desolato, aspro ed impenetrabile delle Cesane ha nella figura archetipa del pastore una costante presenza armonica al centro di immagini e leggende che l’autore trasfigura attraverso un linguaggio poetico denso, suscitando lo stesso potere evocativo di alcune tele di Luigi Bartolini e di Walter Piacesi, artisti altrettanto affini a quel territorio. Mediante una vibrazione di timbro leopardiano e l’accurata ossessione pascoliana con cui reperta nomi di ogni specie animale e vegetale, Piersanti trasforma la mite barbarie di queste terre in un paesaggio letterario, che diviene l’elemento connettivo di tutta la sua produzione lirica. Attraverso un linguaggio che riproduce una sequenza di elementi, che la memoria rende magica e non astratta, disseppellisce dalle rovine prodotte dagli effetti immemori della tempesta quotidiana questo estremo lembo di civiltà, da cui emana un profumo di umanità diversa, più autentica. Si tratta di un’epopea sospesa tra le miti screziature di uno scenario atemporale ove il sentimento estetico del poeta si distende sistematicamente in felici sequenze di endecasillabi comuni, rivelando un trepidante bisogno di lirica. La cadenza dei versi contiene il gusto del racconto orale, che ora si comprime in maniera essenziale ed ora si dilata in un ritmo atonico, conferendogli il ruolo d’indiscusso cantore di un microcosmo a cui non concede il comodo ripiegamento nostalgico di un pensatore votato ad una dimensione tragica della modernità. Ma piuttosto una fedele ed ostinata devozione ad una rivisitazione in chiave lirica ed enfatica di un humus così pregno di storia e di natura da costituire ipso facto un estremo baluardo verso una deriva densa di inquietudini.

A tratti il respiro dei versi sembri emanazione suggestiva del retaggio arcadico più classico, ma la sua poetica ben lungi dal contenere il trepido abbandono alla facile suggestione di un’utopia edenica, reca al contrario una densità vivamente concreta. La particolarità del tono e delle immagini evocate rendono la sua cifra per certi versi assimilabile a quello stesso legame primordiale che in Pasolini assumeva tuttavia la dolorosa forma del rimpianto.

Mentre in Pasolini la forza evocativa nasce dalla condizione d’inguaribile lacerazione, su cui intende stendere il rassicurante balsamo dell’oblio sottraendosi all’amalgama omologante del sociale; nel poeta delle Cesane da una sensualità compulsiva ed inquieta, con cui restituisce il poeta al ruolo più consono di individuo in lotta contro gli infausti presagi del destino. Non a caso egli ha sia in Leopardi che nel Pascoli i suoi numi tutelari.

Dopo la stagione dell’ubriacatura neoavanguardistica Umberto Piersanti s’inserisce, con rinnovata attenzione al ritmo e al metro, nel solco di un’ontologia poetica di tipo più tradizionale, in virtù del quale la decisività del fattore musicale nel costituirsi della poesia, schiude un varco salvifico e non solo consolatorio verso la sacralità. Una concezione d’imprescindibile individualità che si misura con l’ambiente circostante, in un’evocazione straniata di luoghi e vicende personali, che recano la traccia di un rapporto che il poeta intrattiene col passato collettivo, dando vita a componimenti di intensa forza comunicativa, anche quando il potere armonico e suggestivo del suono si asciuga in un verso lungo e prosastico.



Gian Paolo Grattarola


Umberto Piersanti

I Luoghi persi (Einaudi 1994)

Nel tempo che precede (Einaudi 2002)

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L’OLIMPO DI PIERSANTI COME TRASFIGURAZIONE MITICA DELLA RICERCA.



Di solito un finale o è scontato o è a sorpresa. Difficile immaginare, in un romanzo, qualche cosa di diverso da queste due opzioni ed ancor più un finale che risulti ad un tempo scontato e a sorpresa. Sembra una contraddizione in termini eppure l’ultimo romanzo di Umberto Piersanti “Olimpo” sfata questa beata certezza. Il suo finale è scontato perché l’ossatura del libro è venata fin dal principio dalla larga faglia dell’incomunicabilità generazionale. Ma sorprende perché malgrado la sua ineluttabilità ci dice ancora qualcosa che, nel corso di tutto il libro, non eravamo stati capaci di comprendere da soli.

“Olimpo” è la storia di un rapporto sentimentale difficoltoso, una relazione complicata tra un intellettuale ultracinquantenne sentimentale e trasognato a nome Luca ed Elisa, una ragazza giovane e bella, rinchiusa nello schematismo angusto delle certezze assolute ed aprioristiche. E’ lo scontro tra due modi diversi di rapportarsi alla vita, sia nelle convinzioni politiche che nell’approccio sentimentale, due mentalità che non riescono ad incontrarsi, poiché non è possibile superare l’incomunicabilità in cui precipitano perfino coloro che credono di poter comunicare con il linguaggio del corpo.

Tutto il romanzo si dipana nell’assoluta e perfetta identità del narratore con la figura di Luca,

un uomo che, consapevole di non poter racchiudere il segreto della vita e quindi di poterlo esprimere compiutamente, annoda i temi dell’amore e della ricerca alle suggestioni classiche e ai valori della mitologia pagana, condensandoli nelle sequenze distese di una lunga narrazione. Ogni parola, ogni scampolo di epica fierezza, l’accumulo ossessivo di dettagli naturalistici, tutto è filtrato dalla voce di Luca. Questi e lo scrittore hanno lo stesso punto di vista, il romanzo è costruito in terza persona ma in realtà è come se Umberto Piersanti cerchi una nuova dimensione comunicativa in uno spazio lontano, che le sue riconosciute doti di narratore orale rende magico e non astratto.

La misura mitica e simbolica è qui più forte che altrove e l’evocazione del monte Olimpo è una sublime metafora, una trasfigurazione poetica che contribuisce all’enfatizzazione dei contorni di un paesaggio rupestre consueto dove non possono mancare carpini, boschi di quercelle e le sagome imponenti del Catria e del Nerone.

La narrazione viene risucchiata nel pieno dei sentimenti e delle emozioni, nella densità affettiva delle storie in cui egli prosciuga tutta la sua trepidante ansia di affabulatore. Non si procede, non si va avanti ma si abita un medesimo tempo che varia impercettibilmente e si ritorna senza fine negli stessi luoghi in cui i suoi personaggi si fondono da sempre in epifanie arcaiche.

Che cosa accomuna questo nuovo libro alle raccolte di poesia e ai suoi romanzi precedenti ? Si sarebbe indotti a pensare che il filo rosso sia l’intrecciarsi dei temi della natura e dell’archetipo femminile, un’osmosi di attrazione sensuale e sublimata ad un tempo nei confronti di due universi che ancora rendono possibile descrivere la vita attraverso la pienezza del desiderio.

Poi però scorrendo le pagine ci si avvede che a dominare anche questo libro è la necessità di reagire al deterioramento che regge l’esistenza nelle sue molteplici forme. Il bisogno di erigere un argine al disincantato andare alla deriva dell’uomo, mettendo a nudo, nella distonia tra io e mondo, la necessità del dubbio e la nostalgia del senso. Ma anche la difficoltà di accettare ciò che non conosciamo e che dunque temiamo. No, gli dei sono sogni e immagini degli umani, un modo per dirci che c’è qualcosa oltre quello che vediamo con gli occhi e ascoltiamo con gli orecchi. L’impossibilità, perché no, di ridurre alla conoscenza ciò che alla fine non può essere svelato.


Gian Paolo Grattarola


Umberto Piersanti

OLIMPO

Avagliano Editore 2006

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BIOGRAFIA


Umberto Piersanti è nato nel 1941 ad Urbino, dove risiede attualmente e dove insegna all’università. Dirige la rivista Pelagos ed è autore dei libri di poesia La Breve Stagione (1947, Il tempo differente (1974), L’urlo della mente (1977), Nascere nel ’40 (1981), Passaggio di sequenza (1986), I luoghi persi (1994), Nel tempo che precede (2002) di romanzi L’uomo delle Cesane (1994), L’estate dell’altro millennio (2001), Olimpo (2006).

Cantore di un mondo rurale ormai perduto che evoca mediante il linguaggio dell’oralità contadina venata di suggestioni della tradizione classica italiana.

postato da: caffestorico alle ore 17:33 | link | commenti (2)
categorie: letture
sabato, 08 marzo 2008

UNO SPAZIO TUTTO AL FEMMINILE

Francesca MazzucatoSabrina Campolongo due scrittrici che conoscete bene, la prima collaboratrice fin dalla prima ora di Historica, la seconda ormai ex new entry e collaboratrice fissa.

Due ottime scrittrici, con tante cose da dire, con tanti spunti interessanti declinati al femminile.

Francesca Mazzucato, ormai da un anno dirige una collana di Edizioni Creativa chiamata "Declinato al femminile" che ha conseguito ottimi risultati pubblicando ottime autrici: da Fiorenza Aste, passando per Maria Giovanna Luini, alla stessa Mazzucato, fino alla Campolongo, oltre ad altre scrittrici.

Da tempo Francesca cura, oltre al suo splendido Books and Other Sorrows, il blog della collana su blospot, ricco di segnalazioni e approfondimenti.

Da oggi nasce un nuovo spazio curato da Francesca e Sabrina, un blog declinato al femminile sul portale menstyle, un semplice caso, una provocazione o un segnale forte?

http://declinatoalfemminile.menstyle.it/

Il blog sarà arricchito dal contributo di Barbara Gozzi, altra colonna portante di Historica-Il Foglio letterario che curerà la rubrica Moleskine.

Uno spazio quindi tutto da scoprire, da leggere e da meditare, un blog che attende nuovi contributi e pensieri a declinatealfemminile@gmail.com

Non resta che augurare tanta fortuna a Francesca Mazzucato e Sabrina Campolongo ma anche a tutti o meglio tutte quelli/e che parteciperanno a Declinato al femminile, concludo con le parole di Barbara Gozzi.

Una nuova avventura.
 
 Piena di creatività ma anche ribellioni, viscere, urla, sorrisi... Odori, colori, sapori e spessori declinati al femminile.
Maggiori informazioni QUI.
 
Poi una piccola rubrica.
 
Moleskine


  Alcune informazioni QUI.
Grazie a Francesca Mazzucato e Sabrina Campolongo.

postato da: caffestorico alle ore 19:47 | link | commenti (2)
categorie: segnalazioni varie e commenti
venerdì, 07 marzo 2008

Tempo fa intervistai Gianni Bonfiglio, editore della Fermento e curatore del programma di libri Leggendario.

Il 15 marzo Leggendario riprenderà a trasmettere le nuove puntate, trovate tutte le info nel comunicato stampa che riporto di seguito.

___________________

LEGGENDARIO

Il programma TV punto di riferimento dell'informazione libraria in Italia

 

Dopo il successo della scorsa stagione Gianni Bonfiglio, autore e ideatore del programma (nonché editore della casa editrice Fermento), riprende la conduzione di Leggendario avendo sempre come obiettivo l'idea di trasformare i libri in “beni di consumo di massa”. Trentacinque nuove puntate di pubblicità e promozione editoriale con lo scopo non di “far leggere i libri”, ma di FAR COMPRARE I LIBRI.

Gianni Bonfiglio è convinto che non è possibile incrementare il numero dei lettori se non si incrementa  il numero di copie di libri venduti.

Come sempre la parte spettacolare sarà affidata al rivoluzionario linguaggio dei BOOK TRAILERS, videoclip di presentazione dei libri che sono insieme godibili film e veri e propri spot pubblicitari. Il tutto unito alle interviste agli autori in un format dinamico, colorato e divertente, dove la pubblicità diventa finalmente cultura.

La nuova edizione di LEGGENDARIO andrà in onda su

 

SKY canale 905

tutti i sabato dalle 22.30 alle 23.00 e tutte le domeniche dalle 23.30 alle 24.00

a partire dal 15 marzo 2008.

Sarà possibile guardare LEGGENDARIO anche sulla web-tv  bookchannel.it, il nuovo canale tematico sui libri nato con il sostegno dell’Università degli studi di Siena e dell’Università di Roma Tor Vergata.

 

Tra le novità di quest’anno un vero e proprio “Corso di lettura”, condotto dal Prof. Michele Rak dell'Università di Siena, per aiutare i lettori più pigri a considerare la lettura un piacevole intrattenimento e non una "perdita di tempo". Non mancheranno ospiti famosi come ANDREA CAMILLERI e CORRADO AUGIAS. E ancora spazio all'intervento del pubblico con le divertenti rubriche Caccia all’errore” e Vota la copertina grazie alle quali, nel corso delle 120 puntate della scorsa stagione, LEGGENDARIO ha avuto un ampio riscontro dell'interesse del pubblico nei confronti di un programma unico nel suo genere, la sola trasmissione tv in Italia interamente dedicata ai libri.

 

Il successo di LEGGENDARIO, con un pubblico stimato in oltre 300.000 spettatori a puntata, è la conferma del fatto che la televisione e internet sono i mezzi migliori per fare pubblicità ai libri. Molti editori e operatori del settore lo hanno capito e per loro LEGGENDARIO vuole essere anche un luogo di incontro oltre che un ponte con i lettori.

 

Segnalateci libri in uscita e autori da intervistare e se avete già realizzato un book trailer mandatelo pure in redazione per le nuove puntate, e fatelo in tempo!

 

Inviateci le vostre schede novità o spedite direttamente i libri all’indirizzo:

 

FERMENTO/ LEGGENDARIO,  Viale Leonardo da Vinci 185, 00145 Roma

Tel.  06 59648410 - Fax  06 59646628

e-mail  fermento@fermento.net

 

postato da: caffestorico alle ore 13:32 | link | commenti (3)
categorie: segnalazioni varie e commenti
mercoledì, 05 marzo 2008

 QUALE FUTURO PER L'EDITORIA

Quale sarà il futuro dell'editoria?

Il libro, come lo intendiamo oggi, scomparirà?
Gli e-book avranno il sopravvento?

Esisteranno ancora le case editrici tradizionali o lasceranno lentamente il passo alle nuove forme di editoria?

Sono queste le domande che ci assillano costantemente in qualità di lettori e appassionati e che assillano pure gli addetti ai lavori.

Si possono dare risposte nette, precise, certezze?

A mio giudizio no. Ognuno ha una risposta diversa.

Passeggiando per la blogsfera sono “incappato” in un post di Marcello Baraghini (http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=178#comments ), editore di Stampa Alternativa, ricco di spunti e di riflessioni interessanti.

Annunciando la creazione di una casa editrice virtuale all'interno del sito Riaprireilfuoco.org, curata dallo stesso Baraghini e da Ettore Bianciardi, l'intraprendente editore scrive:


“molti di voi avranno già storto il naso, pensando che l’editoria on-line sia editoria di secondo livello, niente a che vedere con quella, ben più nobile, sulla carta [...] Molti altri ritengono che pubblicare on line significa svilire la propria opera nel senso che così se ne possono appropriare tutti quanti e che alla fine, anche se gli capitasse di pubblicare l’opera su carta, nessuno la comprerebbe. Invece è il contrario, esattamente il contrario. Moltissimi autori proprio pubblicando on line si sono fatti conoscere e ora sono corteggaiti da case editrici per pubblicazioni tradizionali, almeno finchè esisteranno. Non solo, ma alcuni hanno pubblicato contemporaneamente sia su carta che on line, e sapete cosa è successo? Che le vendita dei libri di carta sono aumentate paurosamente, invece di crollare come ci si sarebbe potuti aspettare.”


Ovviamente tali affermazioni ci trovano pienamente d'accordo. Un racconto o un'opera in generale pubblicata online ha assolutamente la stessa dignità di una pubblicata su carta e su questo (a mio giudizio) non ci piove.

Baraghini però prosegue:


“Sono certo che è solo questione di tempo, ed un giorno, non so quanto lontano, i vecchi racconteranno ai giovani di un tempo in cui incredibilmente gli uomini riempivano di inchiostro candide pagine di carta per poter leggere un libro; ed ogni lettore pretendeva di avere la propria copia personale: pesante, ingombrante, antiecologica ed un pochino ridicola. Ma ancora non è quel giorno.”


In questo caso (ne avevamo discusso qui http://caffestorico.splinder.com/post/13417873) non sono d'accordo.

A mio giudizio i libri non scompariranno mai, nessun e-book reader o chicchessia aggeggio elettronico potrà mai sostituire il piacere della lettura.

L'ho detto tante volte, forse anche da risultare monotono ma secondo me le cose stanno così.

Non mi resta che augurare in bocca al lupo a Bianciardi e Baraghini..

Voi che ne pensate?


Oggi Caffè Storico ha superato le 10.000 visite, grazie a tutti!

postato da: caffestorico alle ore 16:12 | link | commenti (13)
categorie: letteratura
lunedì, 03 marzo 2008

IL CULTO DI DANTE NEL BOCCACCIO


Nel 1373, alla fine della propria vita, il Boccaccio venne chiamato dal comune di Firenze a svolgere una lettura pubblica con commento della Divina Commedia nella chiesa di S. Stefano in Badia.

Tale incarico, che avrebbe dovuto durare un anno e prevedeva un compenso di 100 fiorini, si interruppe pochi mesi dopo la prima lettura del 23 ottobre 1373, con il XVII canto dell'Inferno.

In seguito queste lezioni verranno raccolte nell' “Esposizione sopra la Comedia”.

Già dagli anni 40-41 del quattordicesimo secolo, con il ritorno a Firenze dal soggiorno napoletano il Boccaccio ritrovò il contatto con la tradizione letteraria fiorentina, in particolare con l'opera del Sommo Poeta.

Nel '50 fu inviato dal Comune di Firenze, dove ricopriva vari incarichi ufficiali, a Ravenna per consegnare alla figlia di Dante, Beatrice, un'offerta di dieci fiorini d'oro come riconoscimento, seppur tardo, dei fiorentini dell'opera dell'Alighieri.

Il culto nei confronti di Dante da parte del Boccaccio ha il suo culmine con la stesura del “De origine, vita, studiis et moribus viri clarissimi Dantis Aligeri Florentini” più noto come “Trattatello in laude di Dante”.

Tale trattato scritto dapprima tra il '51 e il '55, in un'ampia edizione, fu rivisitato dall'autore negli ultimi anni di vita con la stesura di un'edizione breve.

Esamineremo in questo saggio una piccola parte della seconda edizione del trattato (che potete leggere interamente qui ).

Nel brano preso in esame il Boccaccio “traccia un rapido ritratto fisico e morale dell'Alighieri”, come scrive il Ferroni nell'introduzione del trattato1.

Prosegue lo studioso:


“segue la narrazione dettagliata della vita [...] dell'Alighieri [dove n.d.a.] si mette in risalto soprattutto la moderazione, l'ironia e la riservatezza, riconoscendo per suo unico eccesso il desiderio di gloria poetica”.


Sorge spontaneo, leggendo un'opera magna come la Divina Commedia immaginare Dante come un autore alto, bello, una persona che ricalchi i canoni greci della bellezza, secondo cui una mente brillante sta in un corpo bello.

La nostra società che, dolenti o nolenti trae le sue origini dalla cultura greco-romana difficilmente identifica un'opera letteraria di splendida bellezza con un autore “di mediocre statura” con


“il volto lungo e il naso aquilino, le mascelle grandi, e il labbro di sotto proteso tanto, che alquanto quel di sopra avanzava; nelle spalle alquanto curvo, e gli occhi anzi grossi che piccoli, e il color bruno, e i capelli e la barba crespi e neri, e sempre malinconico e pensoso.”


come ci descrive il Boccaccio Dante.

La nostra è una società delle immagini, siamo costantemente bombardati da pubblicità, foto e non vedremo mai una pubblicità con una modella brutta e poco aggraziata.

Questo perché il prodotto deve invogliarci all'acquisto. Immaginatevi quindi lo stupore delle persone che, dopo aver letto la Commedia si imbatterono in Dante.

Il Boccaccio ancora una volta, con un aneddoto divertente, riesce proporci l'incontro tra Dante e alcune ragazze a Verona, alla corte di Cangrande della Scala :


“avvenne un giorno a Verona [...] che, passando egli davanti ad una porta, dove più donne sedevano, una di quelle pianamente, non però tanto che ben da lui e chi con lui era non fosse udita, disse a l'altre -Donne, vedete colui che va in inferno, e torna quando gli piace, e qua su reca novelle di coloro che là giù sono!- Alla quale semplicemente una dell'altre rispose: -In verità egli dee così essere: non vedi tu come egli ha la barba crespa e il corpo color bruno per lo caldo e per lo fummo che è la giù?-”


1La “Storia e testi della letteratura italiana”, volume 1B del Ferroni, edito da Einaudi è la fonte principale di questo saggio.

postato da: caffestorico alle ore 19:08 | link | commenti (1)
categorie: critica letteraria
domenica, 02 marzo 2008

Ancora segnalazioni in attesa di un nuovo contributo

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 Alessio Gradogna - I dannati e gli eroi – Il cinema di Guillermo Del Toro
IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI
Associazione Culturale
Editoria di qualità dal 1999
DA SEMPRE CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO

Myspace:http://www.myspace.com/edizioni_il_foglio

 

NOVITA' EDITORIALI MARZO 2008

 

pagano-grande

 

euro 15,00 - pag. 200  - ISBN 978 - 88 - 7606 – 175 - 2 

 

Da Cronos a Hellboy, da Blade 2 a Il labirinto del fauno, la filmografia di Guillermo Del Toro è una tela ricoperta di mille colori, e di infinite sfumature. Un quadro in cui trovano spazio l’estetica del fumetto, il videogame, l’omaggio ai grandi maestri, la frenesia del cinema post-moderno, e al contempo il dramma storico e sociale, e la sensibilità umanistica del puro cinema d’autore. Del Toro è uno dei registi più intriganti usciti allo scoperto negli ultimi anni; questa monografia, la prima in Italia a lui dedicata, analizza dettagliatamente tutti i suoi lavori. L’autore è Alessio Gradogna, giovane critico cinematografico collaboratore di Sentieri Selvaggi ed Effetto Notte, vincitore nel 2004 del premio nazionale di critica Giovane e Innocente. Nel 2006 ha pubblicato (con Fabio Tasso) il libro Tokyo Syndrome – Le nuove frontiere dell’horror giapponese, edito da Falsopiano.

 

 


 

 pagano-grande

 Andrea Villani - Il cielo sotto (viaggio insolito, obliquo e sentimentale nelle Terre Verdiane)LA RIVISTA HISTORICA-IL FOGLIO LETTERARIO PRESENTA IL LIBRO  "LE COLPE DEI PADRI" DI lauraetlory (Laura Costantini e Loredana Falcone http://lauraetlory.splinder.com) CHE E' IN VENDITA ALLEGATO ALLA RIVISTA O SINGOLARMENTE. IL LIBRO, CHE SARA' PRESTO DISTRIBUITO IN UN CIRCUITO FIDATO DI LIBRERIE, PUO' ESSERE ACQUISTATO AL COSTO DI 9 EURO PIU' 2 PER LA SPEDIZIONE SCRIVENDO A info@historicaweb.com O CHIAMANDO IL 347 6708013. lauraetlory - Le colpe dei padri -  Historica – Il Foglio letterario- euro 9 - pag. 246
Pubblicato originariamente a puntate online, “Le colpe dei padri” di lauraetlory (pseudonimo di Laura Costantini e Loredana Falcone) oltre ad essere un romanzo di ampio respiro è anche una provocazione alle assurde logiche editoriali italiane. Una risposta alle tante case editrici che non pubblicano libri di autori italiani ambientati all'estero, soprattuto in America. “Le colpe dei padri” vede la luce in formato cartaceo grazie a questa pubblicazione in allegato alla rivista “Historica-Il Foglio letterario”. (Francesco Giubilei)

euro 12,00 - pag. 115 - ISBN 978-88-7606-170-7

 

Non è una guida, Il cielo sotto, ci sono dentro le viscere e il cuore pulsante delle Terre Verdiane. C’è tutta una filosofia del carpe diem, c'è una vespa ritrovata e aggiu­sta­ta, c’è l’amore e ci sono tanti racconti, alcuni commoventi, altri sorprendenti, e particolari. Con una struttura a cornice Andrea Villani conferma il suo talento e ci fa vivere pian piano il territorio che conosce così bene. È un piccolo gioiello questo testo. Ci sono cose che nessuno potrebbe immagi­nare, curiosità, follie, sbandamenti, e giochi di prestigio. Il tutto filtrato dal linguaggio dello scrittore, dalla sua sensibili­tà, dalle sue voglie, dalle sue idiosincrasie.

 

 

 pagano-grande

Antonio Messina - Dissolvenze

euro 10,00 – pag. 90 - ISBN 978 – 88 – 7606 – 173 – 8

 

Si avverte nelle liriche dell’autore la necessità di cogliere a pieno brevi attimi prima della corruzione del tempo; le liriche infatti non si concretizzano in un “compiuto” riconducibile a un agito personale concluso. Il musicante-poeta segna parole nello spartito del vivere, lo pennella, colora e gli dà voce, girovago e cantore di strada sparge semi di note, dispensa minuti di respiro. Il suono è intrinseco alla parola che si sussegue leggera, spaesata, questuante a volte per essere raccolta e amata, ampiamente conoscitrice di altri “strumenti espressivi” all’interno dei quali trova la sua libertà e dissolvenza. L’affanno di appartenenza affiora nei paesaggi rarefatti, scossi dal vento, coperti di neve, senza consolazione, immagini desiderose di avere forma e di trovare un ruolo “oltre l’incertezza dell’amore /prendimi”. Il tempo consuma, frammenta, sbriciola, da qui il desiderio del poeta di un ‘incisione’, di un segno che nel marmo resista al tempo, di una scultura in divenire come unico modo per eternizzare i sentimenti anche in gestualità immobili che l’autore affida al suono multicorde del vento, altro elemento questo che regola la melodia delle liriche. Antonio Messina, dopo la raccolta di racconti La memoria dell’acqua e il romanzo Le vele di Astrabat, vere e proprie prose poetiche, ritorna al suo antico amore per i versi con una silloge intensa, figurativa e anche surreale.

 

 

 

“…Questo posto è una maledetta palude” disse Babe. “A ogni passo rischi di affondare in quello che è stato, in quello che avrebbe potuto essere, in quello che non sarà mai. Non puoi tornare indietro!”

Ma non posso neanche andare avanti!”, rispose Jamie Lee.

Le sorelle Shelton tornano a casa dopo quindici anni. Alle spalle hanno un segreto troppo pesante da sopportare e davanti una decisione troppo difficile da prendere. Sullo sfondo degli sterminati paesaggi del più suggestivo degli stati americani, il Wyoming, Babe e Jamie Lee devono fare i conti con tutto quello che la loro fuga ha lasciato in sospeso e c’è più di qualcuno intenzionato a riscuotere.


 


 


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5) Tramite il DISTRIBUTORE NAZIONALE: ediQ Distribuzione - Gerenzano (Va) - tel.02.9689323 - fax 02.9689323 - cell. 347.4140016 - e-mail: commerciale@ediq.eu - www.ediq.eu - www.ediq.it

6) In ABRUZZO, BASILICATA, CALABRIA, CAMPANIA, MOLISE E PUGLIA siamo distribuiti da ERMES DISTRIBUZIONI - via Risorgimento 9 - 71100 Foggia - tel e fax 0881713378 - ermesdistribuzioni@libero.it

7) In ogni libreria italiana di buona volontà (ovvero che non venda solo Faletti e Dan Brown e che sia disposta  a comporre lo 0565 45098 opure a scrivere una mail a ilfoglio@infol.it e a ordinarli)

8) In tutte le fumetterie PANINI, STARSHOP e PEGASUS.

9) DA CASALINI LIBRI - FIRENZE - distributore per la TOSCANA - Casalini Novità <acatella@casalini.it>

10) Presso ALESSANDRO DISTRIBUZIONI - Bologna - http://www.fumetto-online.it - ad@alessandrodistribuzioni.it

11) Telefonando voi stessi allo 0565 45098, scrivendo una mail a ilfoglio@infol.it o una lettera (se non siete telematici) in via Boccioni 28 - 57025 Piombino (LI)

12) PANINI DISTRIBUZIONE per FUMETTERIE: Riccardo Cantarelli <RCantarelli@Panini.it>; Panini Distribuzione <eventura@panini.it>.

13) PEGASUS DISTRIBUZIONE per FUMETTERIE: mega@alastor.sm <mega@alastor.sm>.

14) STARSHOP DISTRIBUZIONE per FUMETTERIE: Star Shop :: Nicoletta Fiorucci <nicoletta.fiorucci@starshop.it>.

15)LS Distribuzione Editoriale - Servizio BIblioteche - Via Badini, 17 - 40057 Quarto Inferiore (BO) - tel. 051 768165 - 051 6061167 - fax 051 6058752 - www.lsc.it - paparo@lsc.it - info@lsc.it

COMPRARE UN LIBRO DI UN PICCOLO EDITORE NON E’ IMPOSSIBILE, BASTA VOLERLO!

postato da: caffestorico alle ore 20:10 | link | commenti (1)
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