CAFFE' STORICO LETTERARIO

Un luogo di incontro virtuale dove poter discutere di cultura sorseggiando un te' seduti in un antico caffè parigino.
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Utente: caffestorico
Nome: Francesco Giubilei curatore del blog Caffe storico letterario, è un ragazzo di Cesena dove frequenta il liceo scientifico. Ama scrivere e leggere. E' l'ideatore e il direttore dell'e-magazine Historica ( www.historicaweb.com ). E' autore di "Giovinezza partitura per mandolino e canto" con la Società editrice Il Ponte Vecchio. Ha vinto il premio letterario internazionale Titano 2007, sezione giovanissimi. BLOG PERSONALE: francescogiubilei.splinder.com E-MAIL: caffestoricoblog@libero.it

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giovedì, 13 settembre 2007

L.B.L.

 

Quanti sono i blog letterari in Italia?

Molti, tanti, troppi.

Non ci sono cifre precise ma digitando su Google “blog letterario” compaiono 20.800 citazioni e digitando “blog letterari” ne compaiono 20.200.

Senza le virgolette le citazioni superano di gran lunga il milione.

Sono dati che ci devono far riflettere.

Ognuno dei curatori di questi blog si sente come un piccolo direttore, amministratore e sovente si definisce scrittore, parola grossa.

Molti blog sono abbandonati a sé stessi con visite ridicole, commenti nulli.

Sono pochi invece quelli visitati e conosciuti dove spesso invece di discutere di letteratura i commentatori si scannano tra loro.

Ebbene io mi sono stufato di questa situazione, di questa moltitudine di blog che non sia aiutano tra loro che non fanno fronte compatto, che non si linkano a vicenda.

Perché continuare imperterriti verso la nostra comune autoflagellazione?

So che la mia iniziativa, come spesso accade, non porterà a nulla però io ci provo lo stesso perché sono convinto di quello che faccio.

Che ne dite blogger letterari di unirci in una lega?

Di aiutarci a vicenda, di linkarci, di scrivere periodicamente un post su un blog amico dove si spiegano ai lettori i pregi del suddetto blog?

La lega si chiamerà L.B.L. “Lega Blogger Letterari”.

Le iscrizioni sono ufficialmente aperte, per aderire basta inviare un’e-mail a infohistorica@libero.it con oggetto “L.B.L.”.

Risponderò io e vi darò tutte le istruzioni.

Chi è con me?

 

Francesco Giubilei

COSA SI INTENDE PER BLOG LETTERARIO?

Si definisce letterario un blog che tratta di libri, editoria, racconti, concorsi, scrittura creativa... e tutte quelle attività inerenti al mondo della letteratura.

Sono blog letterari anche quelli di autori che hanno scritto un libro.

L'iniziativa è aperta anche ai siti che trattano questi argomenti o a magazine culturali.

postato da: caffestorico alle ore 11:28 | link | commenti (32)
categorie: lbl

Commenti
#1    13 Settembre 2007 - 13:43
 
Vero, serve a poco...
il mio è www.quasiquasifaccio.splinder.com e adesso non me ne occupo molto...
Lupi
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#2    13 Settembre 2007 - 16:31
 
beh, a me piacerebbe iscrivere il mio, come ti ho già detto.
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#3    13 Settembre 2007 - 17:08
 
Ma sei sicuro che sia così importante essere letti da tante persone?


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vautrin

#4    13 Settembre 2007 - 21:41
 
Carissimi amichetti miei, avete mille e mille ragioni. E' vero, questi blog non servono a molto, forse soltanto a chi li scrive. Del resto sono trascorsi tanti anni dalla loro nascita e mi si dice che anche senz computer tenere un diario è cosa stravecchia...Comunque sia, non ho mai avuto la pretesa di considerare il mio o i miei blog, sistematicamente come dei blog letterari. Sono spazi che io auguro di tutti i naviganti di poter tenere specialmente ai principianti del web, per fare anche pratica e sempre meglio delle chat....specie di certe chat.
Da parte mia considero i blog dei piccoli editoriali liberi, degli sfoghi della mente, degli appunti per ricordare, del resto, sono utilissimi per salvare i dati, perchè se anche il computer vi lascia per strada come è capitato a me più di un paio di volte, poco importa, perchè quello che avete inserito nel blog, lo ritrovate con una certa facilità.
Forse è giunto il momento di cambiare sistema e trasformare i blog, classificandoli meglio. Io, inserireri un capolettera a mo' di incipit....come facevano gli antichi monaci con i loro testi miniati e opterei per la lettera - L - se trattasi di blog letterari, per la lettera - D - se è un diario e - V - quando si scrive su vari argomenti.
Ma considerare letterario un genere che ne è distante mille miglia mi sembra fuorviante e poco credibile.
Grazie per lo spunto e a risentirci...
utente anonimo

#5    14 Settembre 2007 - 11:00
 
Blog letterari

[..] Leggendo di questa idea dell’instancabile Francesco Giubilei: http://caffestorico.splinder.com/post/13825800 mi accorgo che il mio potrebbe essere classificato tra i blog letterari, per quanto qui si parli un po’ di tutto e di pi&ugrav [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente biancabalena

#6    14 Settembre 2007 - 12:39
 
io chiederei di farne parte anche se nel mio blog non si parla solo di quello ma anche di quello visto che i libri, la scrittura e la letteratura sono una mia grande passione ;) vieni a fare un giro così ti fai un'idea
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#7    14 Settembre 2007 - 16:52
 
Io la mail l'ho spedita. Vediamo che succede.
Laura
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#8    14 Settembre 2007 - 18:59
 
Hai perfettamente ragione. Sarebbe proprio il caso di unire le forze. Il mio Blog si intitola L'ORECCHIO DI DIONISO ed è legato alla grande Musica, ma recensisce anche libri legati all'argomento suddetto. Un caro saluto. Alessandro
utente anonimo

#9    14 Settembre 2007 - 19:10
 
L'egoismo fa la parte da leone. E' anche vero che molti blog letterari sono di una pallosità sconcertante... e lo dice uno che vive per e di letteratura.
Ti auguro il meglio!
Arrivo tramite LauraetLory.
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#10    14 Settembre 2007 - 19:21
 
Concordo con il commento di Vautrin.

Rino
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#11    15 Settembre 2007 - 10:02
 
Per piacere: non seguite, come tante pecorelle, l'iniziativa di questo ragazzino... Cito dal suo appello: "Ognuno dei curatori di questi blog si sente come un piccolo direttore, amministratore e sovente si definisce scrittore, parola grossa."
Il coglioncello che ha scritto queste baggianate è solo l'ennesimo "profeta" internettiano che vuole inscatolare, ammassare, razionalizzare, controllare, fare "manifesto", demoscopizzare...
Evviva i blog poco visitati e senza commenti; evviva l'individualismo e la falsa illusione nel definirsi scrittori; evviva il fallimento editoriale; evviva la poca visibilità... Questi sono i veri valori a cui aggrapparsi... Di linkare il tuo sito/blog o quello che è, francamente me ne frego... Sto bene nel mio indivualismo produttivo e ricco di idee che tu, nel tuo finto ecumenismo, non avrai mai!
I blog letterari? Sono solo una facciata per attirare qualche lettore o per comunicare qualche notizia (anche Alda Merini tra poco avrà il suo blog, cosa credi? Il sito già c'è!): la vera vita dello scrittore, quella vita lontana dalla tastiera, tu nemmeno la conosci e forse mai la conoscerai!
Quindi ti do un consiglio fraterno: non giudicare le vite dai blog; non pensare che l'attività di una mente possa essere valutata dal numero di commenti su un blog; non giudicare il modo di essere scrittore (anche se è una parola grossa) di un altro... Se unirti agli altri in un "blog totale" ti farà sentire meno mediocre di quanto sei, allora procedi in questa tua crociata... Ma se hai veramente le palle (cosa di cui dubito), cerca di vivere la tua strada di "scrittore" da solo e senza giudicare! Lo so: è difficile!
Soprattutto quando si è dei poppanti!
Un caro saluto e buona vita!
Un amico.

utente anonimo

#12    15 Settembre 2007 - 20:34
 
Vautrin: dipende. Se vuoi creare un blog adolescenziale, dove racconti le tue giornate... Beh, allora non serve a nulla. Personalmente, il blog mi diverte molto ma è ancora più divertente grazie alle molte visite. Altrimenti potrei scrivere su un diario, con la penna, come si faceva una volta.
In più, credo che ogni scrittore ambisca ad avere dei lettori.
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#13    15 Settembre 2007 - 20:44
 
Non sono affatto d'accordo.

"ogni scrittore ambisce ad avere lettori": frase falsa.

"molti scrittori ambiscono ad avere lettori": frase vera.

E poi, perché un blog adolescenziale che racconta la quotidianità non può essere un'opera d'arte?

Io mi diverto a scrivere un blog perché poche persone, che stimo, mi visitano. Onestamente non m'interessano le "molte" visite, m'interessano le "buone" visite.

Un saluto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vautrin

#14    16 Settembre 2007 - 00:46
 
Pienamente d'accordo con Vautrin...molti scrittori amano avere molti lettori...che sottintende anche come..pochi scrittori non amano avere pochi lettori....Insomma, diciamocelo, probabilmente chi scrive qualcosa amerebbe venisse letto...ma come dice Vautrin o qualcun altro, che le visite ai blog siano rare ma buone.
Ci sono dei cialtroni in giro per i quali forse si giustificano il contributo di solidarietà visto il D.M.45 del 7 marzo 2007.
Per finire, intendo, essere come al solito violentemente sincera, è l'unica cosa per la quale mi impegno a scrivere. Tutto il resto è pulviscolo che c'è anche quando non si vede....
Riflettendo, anch'io penso che ci possa essere qualcosa di letterario anche nel più semplice dei pensieri anche scritto dal più ignoto degli scriventi...ed è qui che comunque vada, uno qualsiasi diventa scrittore pur senza esserne consapevole....Buoni incontri a tutti. Dal momento che risulto - anonimo - mi firmo gabry conti
utente anonimo

#15    16 Settembre 2007 - 11:28
 
Vautrin: facciamo un esempio più concreto, meno soggettivo.
Se pubblicassi un libro preferiresti che lo leggessero solo i tuoi amici oppure che avesse una risonanza maggiore?

Comunque anche tu ambisci ad avere dei lettori. Altrimenti potresti prendere un diario, una smemoranda, e scrivere lì le tue cose.
Poi passare il diaro ai tuoi amici e farglielo leggere.
Oppure aprire una mailng list.
Se apri un blog e non fai quelle due cose, evidentemente è perchè hai obiettivi differenti...
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#16    16 Settembre 2007 - 11:53
 
A Vautrin Non sempre la quantità esclude la qualità.
Già il pubblico che segue i blog letterari (fuorchè alcuni casi) è selezionato, io non sono d'accordo con il tuo pensiero, penso che faccia piacere a tutti essere letti e visitati.
Comunque se proprio non vuoi ricevere commenti li puoi cancellare.
A Gabry, ciao, risolti i problemi con il pc? Come scrivo sopra dobbiamo essere sinceri tutti vorremmo che i nostri libri venissero letti...
Ad Alice, siamo in perfetta sintonia... condivido pienamente.
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#17    16 Settembre 2007 - 13:19
 
Carissimi, mi stupisce ma risulto ancora un commentatore anonimo e non mi spiego la ragione.
Comunque sia, se dico che sono in accordo con tutti i vostri giudizi, non credo di esagerare, anche perchè mi sembra che ognuno scriva quel che pensa ma senza attenersi ai contenuti dei commenti, in quanto Vautrin ha espresso un parere attendibile e giusto e quindi non comprendo chi non lo condivide, certe volte penso che ci sia una lingua italiana diversa per ogni occasione o per ciascun individuo....Ciao

- per cafestorico: il pc è stato risanato ed è tutto a posto, comunque sia, consiglio a tutti di munirsi di un hard disc esterno, come ho fatto io, e di non risparmiare sul copia ed incolla, altrimenti internet diventerebbe un colabrodo più di quello che già è. Ciao
p.s. Sinceramente io scrivo perchè mi si legga, altrimenti vado a farmi una passeggiata.
utente anonimo

#18    16 Settembre 2007 - 21:23
 
gabryconti: a me non sembra che il messaggio di vautrin sia "ambiguo". Nel senso che credo di aver inteso ciò che dice.
Alla fine a lui non interessano visite, se non selezionate.
Di conseguenza, la soluzione è semplice. O chiudi il blog ai visitatori sconosciuti oppure il ragionamento - a parer mio - fa acqua.
Senza offesa per Vautrin che, anzi, se non ho compreso invito a spiegarmi con i disegnini...
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#19    16 Settembre 2007 - 22:31
 
Carissima Alicesue, infatti il commento di Vautrin non è affatto ambiguo ma preciso. Ti dirò, che per una coincidenza temporale, in queste ore sto ricevendo dei commenti-messaggio su un mio blog, da un certo - atzeco3 - e ti risparmio la fatica a me di scrivere quello che dice questo messere e a te di leggerlo, però, ti assicuro che quando capitano tipi simili, a parte la sventura, perchè sembra proprio che la nostra lingua non sia udibile, ma anche viene evidenziato come la tesi di Vautrin sui lettori e commenti selezionati sia auspicabile. Sono terribilmente preoccupata di costatare che ci siano elementi talmente imprevedibili e talmente incapaci di dialogare da sentirmi catapultata a qualche secolo fa, tale è la dissonanza e la discordanza sui modi di esprimersi e anche su come la nostra lingua venga storpiata. Ci sono vite più che parallele, sono underground ma molto sottoterra, talmente nebulosa è la presenza di taluni e talmente inefficace la corrispondenza dei comuni sensi di partecipazione attiva al dialogo e al linguaggio comune, da fare venire la pelle d'oca. Cara mia, siamo circondati da veri e propri alieni della parola...un bel guaio che è fonte di altri infiniti guai. Speriamo bene, ma mi sento intristire.
utente anonimo

#20    17 Settembre 2007 - 16:56
 
gabryconti: non ti intristire. Capitano purtroppo i loschi figuri. ma questo ovunque, nella vita come nei blog.
Ultimamente mi capitano spesso utenti anonimi che insultano... Questo perchè le visite sono aumentate e quindi, per la logica dei grandi numeri, aumentano anche le sorprese sgradite. Ma questo fa parte del gioco.
Se non fossi pronta a questi imprevedibili subumani, non scriverei su internet....

Che sia triste che queste persone siano molte, sono purtropp d'accordo con te. Dico purtroppo perchè è uno degli argomenti che più mi deprimono e che racchiude la causa di molti problemi odierni...
Che vuoi farci...

In teoria " se non puoi batterli, unisciti a loro", nel senso di portare un po' di luce. In realtà, credo sia una missione impossibile...
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#21    19 Settembre 2007 - 19:09
 
ciao Francesco, grazie per avermi invitata ma il mio non è un blog letterario è un blog altamente autoreferenziale (nel bene e nel male, più nel male mi sa...) e individualista e disordinato e io, quale curatrice e autrice etc., sono anche imbranata, disordinata, disorganizzata, incompetente e incostante. Dunque son costretta a rifiutare... però Buona fortuna.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cochina63

#22    20 Settembre 2007 - 21:55
 
Ciao Cochina63, ma non ti sentire in difficoltà, non lo sai che ad essere imbranata, disordinata, disorganizzata, incompetente e incostante, con i tempi che corrono, lo siamo in molte....Oh! Scusatemi, sto parlando per me..e quindi, Cochina siamo in due, quindi fammi compagnia. Ciao
utente anonimo

#23    23 Settembre 2007 - 18:31
 
Avvertite i vostri amici del pericolo!

[..] Come dite? Prima quella buona? Va bene. Dunque, è nata la Lega dei blog letterari. Di che si tratta? Ogni quindici giorni, esce un giornale dove vengono pubblicati i migliori port di ogni socio. Quindi, ne scrivo per: 1 - invitarvi a partecip [..]
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#24    23 Settembre 2007 - 19:47
 
anche io mi voglio associare! :)
manderò una mail!
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#25    03 Ottobre 2007 - 18:05
 
In parte ho risposto qui:

http://www.vautrin.splinder.com/post/13862650#comment

e qui:

http://www.vautrin.splinder.com/post/14096586

Aggiungo:

Non capisco dove il mio ragionamento "faccia acqua".
Non ho detto che non voglio visite dagli sconosciuti. Ho semplicemente detto che quando scrivo, scrivo per me stesso e per le persone che contano per me. Mi fa piacere se qualcuno mi legge, ma non ambisco ('ambisco' non 'amo') ad avere molti lettori, semplicemente perché a me non interessa.

Sono sotto contratto UTET da molti anni, ho venduto (citando un caro amico blogger, Contenebbia) meno della Zanicchi, ma francamente me ne frego.
Alicesue mi chiede: "Se pubblicassi un libro preferiresti che lo leggessero solo i tuoi amici oppure che avesse una risonanza maggiore? " Rispondo con forza: " Vi auguro tanta fortuna e tanti lettori, di cuore; io preferisco solo i miei amici."



Un saluto

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#26    17 Ottobre 2007 - 17:29
 
Strana iniziativa che mi porta a chiedere se qualcuno di voi sappia veramente cosa significhi essere uno scrittore e per quale motivo si denigrino i blog altrui, si giudichino sconosciuti che spesso aprono un luogo virtuale semplicemente "perché hanno voglia di farlo" quando con tale comportamento non si fa altro che sbrodolarsi (perdonate il termine) nella propria superbia. La rete non è forse un luogo libero in cui poter esprimere il proprio pensiero? E perché se si vuole creare un "movimento comune" non lo si fa evitando di gettare fango sugli altri? E' un modo piuttosto riduttivo di tirare acqua al proprio mulino. I visitatori crescono anche senza bisogno di fare salti mortali. Mi domando per quale motivo in Italia ogni novità diventi una sfida e una mania assurda. Si ha una vita così povera all'esterno da doverla arricchire in simile maniera? Non voglio intendere con questo mio intervento "abbasso l'iniziativa" o cose di questo genere, ma semplicemente che la si svolga senza tramutarsi in pettegole di terz'ordine. Un'ultima cosa. Il vero scrittore è colui che non si reputa mai arrivato e che non si definisce tale. Come tutti i veri artisti dopo tutto.

Ribelle
utente anonimo

#27    17 Ottobre 2007 - 18:27
 
Caro "Ribelle" chi si è definito scrittore?
Non ho mai avuto la presunzione di farlo.
Chi ha gettato fango sugli altri?
Semmai è stato fatto il contrario.
Informati, per favore, prima di scrivere certe frasi.
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#28    17 Ottobre 2007 - 19:05
 
Cito testualmente:
" Senza le virgolette le citazioni superano di gran lunga il milione.
Sono dati che ci devono far riflettere.
Ognuno dei curatori di questi blog si sente come un piccolo direttore, amministratore e sovente si definisce scrittore, parola grossa.
Molti blog sono abbandonati a sé stessi con visite ridicole, commenti nulli.
Sono pochi invece quelli visitati e conosciuti dove spesso invece di discutere di letteratura i commentatori si scannano tra loro ".

Ora se l'italiano non è improvvisamente diventata una lingua muta ed incomprensibile, personalmente reputo quelle parole offensive o quanto mai un giudizio emesso a fronte di chissà quale convincimento personale. La mia è stata solo l'espressione di un'opinione, alla quale speravo di ricevere una risposta più matura di quella che mi hai fornito. Da ciò evinco, a malincuore, che devi crescere ancora molto prima di affrontare un dibattito serio.

Buona serata
Ribelle
utente anonimo

#29    17 Ottobre 2007 - 20:26
 
Probabile, anzi sicuro che devo ancora crescere però permettimi di controbattere al tuo commento.
Innanzitutto non ho scritto quelle parole a sproposito ma sono frutto di "un'indagine di mercato" effettuata nei blog letterari.
Forse hai frainteso lo spirito della nostra iniziativa, scrivi:
"E perché se si vuole creare un "movimento comune" non lo si fa evitando di gettare fango sugli altri?"
Nessuno ha mai gettato fango sugli altri, la frase che citi è scritta senza nomi,cognomi e indirizzi url dei blogger che rientrano in quella categoria e non a caso.
La rete caro il mio Ribelle è piena di persona maleducate, sgradevoli e alle volte anche pericolose.
Questo è un dato di fatto.
Non tutti sono come te o me che discutono in modo democratico e intelligente.
Ti invito a leggere questo post per capire il mio spirito e anche per comprendere come certi individui si comportano.
http://caffestorico.splinder.com/post/13859878

saluti

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#30    27 Settembre 2008 - 12:25
 
Io ebbi per l'appunto scritto libercolo risalente a circa A.D. 2006, conciossaché soddisferei uno dei requisiti per essere nomato a guisa di
blog letterario, oltre a trattare di questioni altresì letterarie eziando etimologiche, pur tuttavia in maniera personale.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente matteoplatone

#31    03 Marzo 2009 - 17:12
 
ma un blog di poesia, come il mio, c'entra?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Fogliadivite

#32    19 Settembre 2009 - 22:17
 
Giovangualberto Ceri

Via F. Turati, 30 – 50136 FIRENZE – Italia
e-mail: giovangualberto@tiscali.it
tel. 055-560.40.82 cell. 333.396.1191

PUBBLICAZIONE in data 15 settembre 2009 sul BLOG di NUOVA AGENZIA RADICALE:
Voci oltre il Tevere. Monsignor Enrico Bartoletti “beato”?
a cura di MAURIZIO DI GIACOMO.
Questa pubblicazione potrà essere scaricata anche da “GOOGLE”.

THE NOBEL FOUNDATION, LITERATURE, E MONS. BARTOLETTI.


SECONDA PARTE

di DANTE NATO IL 2 GIUGNO 1265 E LA PROFEZIA DI MONS. ENRICO BARTOLETTI.
Poco mi importerebbe che monsignor Enrico Bartoletti mi avesse profetizzato le scoperte su Dante che ho fatto, e su quale fosse l’autentica mentalità medievale, di cui ho già riferito nella PRIMA PARTE di questo mio intervento, se io queste stesse scoperte le avessi veramente fatte. Considerata la loro speciale importanza, a mio giudizio mi spetterebbe comunque che oggi qualcuno mi proponesse per il PREMIO NOBEL. Troppo?
Oggettivamente sarebbe intanto più difficile che esistesse fra noi un Profeta, che qualcuno avesse fatto delle scoperte all’altezza di essere inviate al THE NOBEL FOUNDATION, LITERATURE, STOCKHOLM. Tutti gli anni ne vengono infatti inviate diverse. Comunque per me, le mie, sarebbero a questa altezza, e dunque non rimarrebbe altro, a questo punto, che vedere se fra noi fosse esistito, per l’appunto, anche qualcosa di ancor più raro, un Profeta, e che esso si fosse occupato di me. In tal caso verrebbero confermati entrambi, lo scopritore e il suo profeta. Ed è quello a cui aspiro. Verrebbe cioè confermato tutto il mio impianto spiritual-letterario, dove la componente letteraria l’avrei messa io, mentre quella spiritual-profetica lui.
Avendo avuto il mio impegno la peculiarità di essere stato profetizzato, potrebbe conseguentemente contare un punto in più al fine di essere spedito a Stoccolma?
Il mio modo di presentarmi avrebbe voluto essere paradossale, anche se invece verrà facilmente percepito come delirante. Però il mio amico monsignor Bartoletti, stimando l’amico suo futurista Giovanni Papini fondatore de “LACERBA” che si rifaceva a Cecco d’Ascoli, certamente non mi frenò nell’andare in questa direzione.
Come mi sono ripromesso di fare nella PRIMA PARTE del Blog, a titolo di esempio del valore delle mie ricerche porterò la scoperta del giorno di nascita di Dante personaggio di cui Dante persona riferisce nella Commedia: nel canto XXII, vv. 110-117, del Paradiso. In base a queste terzine il Poeta risulta essere nato il Martedì 2 Giugno 1265, oggi festa di nascita anche della Repubblica Italiana. Il Poeta della Patria, Dante, sarebbe perciò nato, seguendo me, nello stesso giorno in cui che è nata la nostra patria repubblicana, la Repubblica Italiana. Potrebbe il fenomeno interessare il nostro gentilissimo Presidente della Repubblica Italiana On.le Giorgio Napolitano? Affronterò questa possibilità successivamente. L’evento potrebbe comunque felicemente e legittimamente coronare il prossimo futuro festeggiamento dei centocinquant’anni della nostra indipendenza: tanto i nostri patrioti del XIX secolo si rifecero a Dante per ottenerla.
Una prova che monsignor Bartoletti mi profetizzò su Dante, oltre alla mia parola?
Intanto bisognerà vedere se, di profezie, ne fece in giro anche altre, ad altri. Se ne fece, non si vede perché una non l’avrebbe potuta fare anche a me, suo grande amico, forse, scherzando, suo segretario in pectore quando fossi risultato all’altezza, nonché destinatario di diverse sue lettere autografe.
Ciò premesso ricordo volentieri che monsignor Bartoletti, al fine che io tenessi sempre presente che lui mi aveva profetizzato, fra le altre scoperte, proprio quella del giorno di nascita di Dante personaggio, e volendo forse anche lui celebrarla anticipatamente con me, pensò un giorno di regalarmi, con dedica datata 3 giugno 1956, di Alfonso Gratry La sete e la sorgente. Mi disse assai emozionato, come se il fenomeno l’avesse sognato la notte precedente, di fronte a me stupito per la sua incomprensibile emozione, che del giorno 3 giugno non era sicuro. Ma io non ci credo. Lui scrisse 3 giugno poiché non voleva che i dantisti pensassero poi che la scoperta del 2 giugno me l’aveva suggerita lui. Se avesse scritto 2 giugno, invece che 3 giugno, non avrei infatti potuto oggi dire che era stata tutta farina del mio sacco. Se poi procediamo nei calcoli, iniziando liturgicamente il 3 giugno al tramonto del Sole del 2 giugno, e tramontando il Sole a Firenze il 2 giugno intorno alle ore venti, se consideriamo altresì che in base ai miei ragionamenti e controlli basati sul dialogo fra Dante e Brunetto Latini (Inf., XV, 49-60), Dante risulta essere nato alle 15h.39’ del 2/6/1265, l’eventuale errore di monsignor Bartoletti, rispetto a potermi indicare il 2 giugno, sarebbe stato liturgicamente di sole quattro ore e mezza circa. Siccome specificò meglio questa previsione nel 1956, e intercorrendo fra il 1956 e l’anno 1993, anno in cui io dichiarai pubblicamente di avere fatto questa scoperta (cfr. La Nazione della domenica 11 aprile 1993 in prima pagina; il Corriere della Sera del 13/4/1993; La Repubblica del 17/4/1993), trentasette anni, possiamo concludere che, come Profeta, monsignor Bartoletti fosse assai preciso anche rispetto ai contenuti delle sue profezie.
Orbene questa scoperta del 2 giugno, analogamente a tutte le altre, sarebbe in grado di far cambiare in meglio l’attuale approccio esegetico-letterario, cioè quello che studia la nostra cultura classica e medievale fino a Dante, permettendo di poter integrare la tradizionale analisi storica e la comune filologia, con il padroneggiamento delle scienze di allora. Sarà vero?
Per monsignor Bartoletti il mio impegno di lavoro sarebbe stato eccezionale e meraviglioso anche per la Chiesa poiché avrebbe in fine rilanciato oggi la Liturgia cristiana, o la sacra Teologia liturgica, come la chiama Dante o l’avrebbe potuta chiamare, dopo aver posto tale scienza medievale nel decimo e più alto dei cieli, l’Empireo “che pien(o) è di tutta pace” (Convivio, II, XIV, 19). Tuttavia se monsignor Bartoletti non fosse stato, poniamo, un vero profeta, sia pur volendo profetizzare, in tal caso avrebbe potuto anche sbagliarsi. Per me, non essendosi sbagliato, poiché io tali scoperte le ho effettivamente fatte, lui risulta dunque un Profeta. Però chi sa se nell’aldilà possiamo gioire della dignità e stima che ci siamo guadagnati in questo feroce aldiqua. I classici pagani e la tradizione cristiana direbbero di sì. Chi mi desse ragione su monsignor Bartoletti Profeta lo potrebbe dunque fare nel mondo dilà ancor più felice, per non dire che potrebbe riceverne grazie maggiori.
Le mie scoperte possono fare aprire davanti agli occhi un nuovo e più autentico modo di vivere culturalmente questo mondo moderno, poiché noi viviamo, lo sappiamo, anche ripensando al passato per rielaborarlo, specialmente se di esso riusciamo ad afferrarne l’autenticità. Esse riguarderebbero il passato, ma ci farebbero vivere nel presente più profondamente. Questo perché il nostro futuro artistico-letterario, presentandosi spesso anche quale rivisitazione e approfondimento di ciò che è stato pensato, quando quest’ultimo non lo padroneggiassimo sufficientemente, potremmo andare incontro al nostro stesso futuro muoverci con lentezza e rischiando di ripetere i sacrifici e le sofferenze degli avi. I miei lavori, potendo contribuire ad evitare l’increscioso episodio poiché del passato pretendono di avere una percezione migliore, almeno per il caso di cui si occupano troverebbero un motivo in più per venire letti e apprezzati: per non fare ripetere le vecchie esperienze.
In sintesi le mie scoperte su Dante e sul medioevo, risultando soprattutto astrologico-esoterico-liturgiche, in concreto eviterebbero di far compiere all’Umanità futura il doloroso sforzo di arrivare a capire, ex-novo, l’importanza dell’astrologia, dell’esoterismo e della liturgia cristiana, a condizione, ovviamente, che tali materie possano avere anche nel cammino da venire della stessa Umanità un ruolo culturalmente decisivo e necessario. Ma chi potrebbe oggi escluderlo a priori, se esse stesse l’hanno già avuto con solennità nel passato, e soprattutto in Dante e la sua epoca? Gli antichi si sarebbero così fortemente illusi? Cautelativamente, o prudentemente, dovremmo perciò dargli un po’ di credito e, per questo, si continui a leggermi.
Io non sono un romanziere, né un poeta moderno, però la chiave scientifica di lettura che offro agli esegeti e ai comuni lettori per affrontare Dante, quando poi con essa andranno a rivisitarlo, permetterà loro di fare un’esperienza non inferiore, per intensità, a quella della lettura di un’ottima opera letteraria moderna, e quindi di provare intimamente un’emozione poetica nuova, sorprendente, profonda ed autentica. Con una differenza: dovranno durare più fatica ed essere interiormente attenti. Questo, purtroppo, è il punto derimente, e anche un poco imbarazzante per me che lo faccio notare, potendo gli altri dedurre di essere stati da me stesso accusati di svogliataggine e di leggerezza. Sarebbe comunque chiedere troppo, se chiedessi loro di impegnarsi maggiormente nel padroneggiamento delle scienze delle epoche che studiano e di cui vogliono riferire?
Una domanda. Sarà stato allora solo per la maggiore flessibilità richiesta e la troppa fatica che si prospettava all’Accademia nel seguirmi, che essa stessa ha disatteso le mie ricerche,...
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