QUALE FUTURO PER L'EDITORIA

Quale sarà il futuro dell'editoria?
Il libro, come lo intendiamo oggi, scomparirà?
Gli e-book avranno il sopravvento?
Esisteranno ancora le case editrici tradizionali o lasceranno lentamente il passo alle nuove forme di editoria?
Sono queste le domande che ci assillano costantemente in qualità di lettori e appassionati e che assillano pure gli addetti ai lavori.
Si possono dare risposte nette, precise, certezze?
A mio giudizio no. Ognuno ha una risposta diversa.
Passeggiando per la blogsfera sono “incappato” in un post di Marcello Baraghini (http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=178#comments ), editore di Stampa Alternativa, ricco di spunti e di riflessioni interessanti.
Annunciando la creazione di una casa editrice virtuale all'interno del sito Riaprireilfuoco.org, curata dallo stesso Baraghini e da Ettore Bianciardi, l'intraprendente editore scrive:
“molti di voi avranno già storto il naso, pensando che l’editoria on-line sia editoria di secondo livello, niente a che vedere con quella, ben più nobile, sulla carta [...] Molti altri ritengono che pubblicare on line significa svilire la propria opera nel senso che così se ne possono appropriare tutti quanti e che alla fine, anche se gli capitasse di pubblicare l’opera su carta, nessuno la comprerebbe. Invece è il contrario, esattamente il contrario. Moltissimi autori proprio pubblicando on line si sono fatti conoscere e ora sono corteggaiti da case editrici per pubblicazioni tradizionali, almeno finchè esisteranno. Non solo, ma alcuni hanno pubblicato contemporaneamente sia su carta che on line, e sapete cosa è successo? Che le vendita dei libri di carta sono aumentate paurosamente, invece di crollare come ci si sarebbe potuti aspettare.”
Ovviamente tali affermazioni ci trovano pienamente d'accordo. Un racconto o un'opera in generale pubblicata online ha assolutamente la stessa dignità di una pubblicata su carta e su questo (a mio giudizio) non ci piove.
Baraghini però prosegue:
“Sono certo che è solo questione di tempo, ed un giorno, non so quanto lontano, i vecchi racconteranno ai giovani di un tempo in cui incredibilmente gli uomini riempivano di inchiostro candide pagine di carta per poter leggere un libro; ed ogni lettore pretendeva di avere la propria copia personale: pesante, ingombrante, antiecologica ed un pochino ridicola. Ma ancora non è quel giorno.”
In questo caso (ne avevamo discusso qui http://caffestorico.splinder.com/post/13417873) non sono d'accordo.
A mio giudizio i libri non scompariranno mai, nessun e-book reader o chicchessia aggeggio elettronico potrà mai sostituire il piacere della lettura.
L'ho detto tante volte, forse anche da risultare monotono ma secondo me le cose stanno così.
Non mi resta che augurare in bocca al lupo a Bianciardi e Baraghini..
Voi che ne pensate?
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